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Setwall – Recensione: Up To The Unseen

Un arpeggio iniziale che richiama alla mente i Tool, o forse ancora meglio gli ultimi One Minute Silence che citano i Tool, ed una voce pulita che, in alcuni punti, lascia molto a desiderare. Questo è il non invitante biglietto da visita dei Setwall che però con nella restante parte del disco riescono a migliorare, in modo sensibile, la propria proposta. Le influenze di questa band tricolore rimangono quelle, cioè i numi tutelari del nu-metal a stelle e strisce, ma spesso si inseriscono anche radici inaspettate che colpiscono positivamente. Ecco allora che se la voce si diverte a rimbalzare nei toni puliti fra Tool e Deftones, quando passa al growl spuntano echi gradevoli dell’Anselmo di Southern Trendkill.

Lo stesso dicasi per le ritmiche ed i suoni di chitarra: ancora Tool e Deftones e Pantera, ma anche Disturbed, così come primi Poison The Well e Mudwayne. Insomma una fiera di cambi di tempo ed atmosfere, di passaggi da momenti melodici ad altri più serrati ed aggressivi. Il vero problema del disco è che tutto suona clamorosamente già sentito e, soprattutto, amalgamato a dovere. Un disco sufficiente, quindi, ma che deve rappresentare solo un punto d’appoggio per una doverosa crescita futura.

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