Hass – Recensione: Unprocessed Dementia

“Unprocessed Dementia” segna il debutto sulla lunga distanza per gli Hass, band attiva da una decina d’anni nel panorama underground brasiliano. Perversioni sessuali, odio e morte, sono il cruccio lirico del two-piece di Santa Catarina, che tuttavia (basta dare un’occhiata ai titoli delle canzoni e al fatto che i nostri si cimentino in una cover di Tom Waits) non disdegna un tocco di macabra ironia. Da un punto di vista musicale siamo di fronte a un black metal che deve di più agli ispiratori della scena (parliamo delle prime produzioni di Venom e Celtic Frost) piuttosto che ai blasonati rappresentanti del panorama nordeuropeo. Il modus operandi della band non disdegna infatti incursioni nell’heavy classico e nel thrash ante litteram, mostrando discrete doti tecniche sebbene il tutto sia prodotto in maniera orgogliosamente (volutamente) lo-fi. Trentasei minuti esatti di brani taglienti, schietti e senza divagazioni melodiche, tuttavia piuttosto asciutti e avari di sorprese, affossati peraltro dalla prestazione vocale (uno strano rantolo a metà strada tra il pulito e il growl) di Hr. Canello, che di sicuro non contribuisce a dare versatilità al lavoro. Giunti al termine dell’ascolto rimane una sensazione di noia, sebbene non manchino buone intuizioni, ad esempio in “Vulture”, brano legato al metal anni ’80 e nella citata cover, completamente destrutturata. Il resto del lavoro si arresta su livelli qualitativi medio-bassi, il che rende la release appetibile solo agli indefessi sostenitori della scena.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Cauterized Productions

Anno: 2011

Tracklist:

01. Christhead Clitoris
02. Vulture
03. Wormshipper
04. Redemption Song
05. Satanic Sheep Soup
06. No One Knows I'm Gone (T. Waits)
07. Alcohol Stigma
08. High Heel Whore
09. Torment


Sito Web: http://hass.atspace.org

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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