Yngwie Malmsteen – Recensione: Unleash The Fury

Dopo il passaggio al Gods Of Metal di questa estate arriva finalmente sul mercato nostrano il nuovo lavoro del virtuoso per eccellenza.

‘Unleash The Fury’ era disponibile fino a poco tempo fa solo nel circuito import, ma grazie all’accordo raggiunto con Spv la sua reperibilità è diventata oggi decisamente più semplice.

Sgomberiamo immediatamente il campo da ogni dubbio dicendo che lo stile tipico del chitarrista svedese non si è mosso di un millimetro e che il libretto interno che riporta solo le sue foto (gli altri sono citati solo nel classico angolino buio) dimostra come l’ego del buon Yngwie non sia per nulla in fase di ridimensionamento, ma d’altronde l’esibizione del Gods era stata più che eloquente a riguardo…

La buona notizia è che, rispetto alle ultime deludenti uscite, questo nuovo lavoro ci riporta un songwriting di buon livello e una incisione più accettabile. L’apertura di ‘Lock & Loaded’ è la migliore su un disco di Yngwie dai tempi di ‘Never Die’ e sentire una pasta ritmica, si ancora piuttosto grezza, ma in cui almeno la chitarra non sovrasta tutto, è già una consolazione.

Il resto della scaletta scorre tra alti e bassi, ma scorre, senza momenti di eccessiva stanca e con qualche punta davvero degna di nota come la superclassica ‘Revolution’ (un brano che sembra provenire dal periodo ‘Trilogy’/’Odissey’). Molto valide e coinvolgenti la cadenzata ‘Winds Of War’ (qui si torna al periodo ‘Fire & Ice’), la groovie ‘Bogeyman’ e la settantiana (quasi Hendrixiana) ‘Cherokee Warrior’.

Nella seconda parte la tensione cala, ma comunque siamo sempre su livelli più che accettabili e ancora sopra la media con brani come ‘Magic And Mayhem’ (la migliore delle quattro strumentali presenti) e ‘Russian Roulette’ (hard & heavy neoclassico piuttosto standard, ma condito da un lavoro chitarristico continuo e unico nel suo stile).

Un buon ritorno per Malmsteen, che accontenterà i fan e magari convincerà anche qualche scettico.

Voto recensore
7
Etichetta: Spv / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01. Lock & Loaded
02. Revolution
03. Cracking The Whip
04. Winds Of War
05. Crown Of Thorns
06. The Bogey Man
07. Beauty And A Beast
08. Fuguetta
09. Cherokee Warrior
10. Guardian Angel
11. Let The Good Times Roll
12. Revelation
13. Magic And Mayhem
14. Exile
15. The Hunt
16. Russian Roulette
17. Unleash The Fury
18. Paraphrase

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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