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Exilia – Recensione: Underdog

Gli (italiani) Exilia provano a compiere uno dei passi più importanti, quello dell’EP: una strategia usata per giungere lentamente sotto i riflettori, con lo scopo di proporre la propria musica. Il lavoro si intitola ‘Underdog’, contiene cinque pezzi e porta il logo della tedesca Gun Record che nel suo archivio vede pubblicazioni di Backyard Babies, Clawfinger e Running Wild fra gli altri. La voce degli Exilia è femminile, graffiante e melodica al punto giusto, riesce ad agganciarsi con dignità e fierezza alle strutture musicali legate ad un certo numetal, ma anche al crossover/rock di provenienza germanica come quello dei Guano Apes. La produzione dell’EP è talmente impeccabile che l’ascolto di ‘Starseed’ o di ‘I Guess I Know’ potrebbe essere fruibile anche alle masse. E’ il senso leggermente pop che si incastra con quello sincopato ed aggressivo che fa degli Exilia una realtà dalla quale aspettarsi brani come la title track, e dalla quale accettare lo spettro dei Tool che si aggira all’inizio di ‘Where I’m Wrong’. Gli Exilia si sono presentati, l’impressione per ora è discreta, riserveremo il giudizio numerico quando si tratterà di valutare il full-length.

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