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Ufo – Recensione: No Heavy Petting

Fra i grandissimi nomi di punta dell’hard rock inglese dei seventies, gli UFO rappresentano l’ala che, pur solidamente hard, ha aperto alla melodia, con una scrittura dei brani di tale qualità che ha influenzato intere generazioni di musicisti successivi. Queste caratteristiche musicali si erano sviluppate al meglio quando, ad affiancare i membri fondatori (Phil Mogg alla voce, Pete Way al basso e Andy Parker alla batteria), era arrivato dagli Scorpions Michael Schenker a sostituire Mick Bolton alla chitarra, dopo che i tedeschi erano stati la band di apertura degli UFO in un tour in Germania. L’innesto del nuovo chitarrista aveva funzionato a meraviglia, producendo due splendidi album quali “Phenomenon” nel ‘74 e “Force It” l’anno successivo, in cui erano contenute perle che verranno riproposte per tutta la loro carriera, titoli come “Doctor Doctor”, “Rock Bottom”, “Shoot Shoot”, “Out In The Street”, “Mother Mary” e molte altre. Nel 1976 entra in formazione il tastierista degli Heavy Metal Kids, Danny Peyronel e sotto la produzione di Leo Lyons (bassista dei Ten Years After) viene fatto uscire per la Chrysalis uno dei loro album migliori, “No Heavy Petting”, dalla disturbante copertina concepita dallo studio Hypgnosis, come alcune delle precedenti e molte delle future.

Il riff d’apertura di “Natural Thing” è uno dei più belli, incalzanti e influenti di sempre (non a caso il pezzo aprirà numerosi loro concerti), e l’inizio di chitarra acustica, in alternanza fra melodia e hard rock di “I’m A Loser” con parti soliste di Schenker di una pulizia, gusto e nitidezza incredibili, è da antologia. Segue la tiratissima “Can You Roll Her”, che non può non aver influenzato tanta N.W.O.B.H.M. mentre “Belladonna” è una ballad sofferta e romantica, dove spicca l’intensa voce di Mogg. La tirata “Reasons Love” è quasi zeppeliniana, seguita da “Hyghway Lady”, scanzonata e stradaiola. Più lenta e d’atmosfera “On With The Action”, un bellissimo hard rock’n’roll “A Fool In Love”. La melodica “Martian Landscape” chiude in bellezza un disco clamoroso.

“No Heavy Petting” resta uno dei vertici assoluti nella discografia del gruppo inglese, uno dei dischi da incorniciare per la qualità cristallina del suo contenuto musicale, senza un brano che non sia all’altezza di tutto il resto. con la band che funziona a meraviglia in tutte le sue componenti. Il perfetto equilibrio fra rock duro e melodie sensazionali, che restano stampate in testa fin dal primo ascolto, trova qui dei momenti esemplari che faranno scuola.

Il successivo “Lights Out”, che vedrà l’ingresso di Paul Raymond al posto di Peyronel, sarà probabilmente il loro disco più famoso (anch’esso di qualità strepitosa, come d’altronde il seguente “Obsession”) e il maestoso live “Strangers In The Night” coronerà questa fase della loro carriera, probabilmente la migliore. Gli UFO continueranno la loro carriera fra cambi di formazione, litigi, droghe, ritorni, lutti, grandi concerti e dischi sempre di ottima qualità, dove si possono trovare tutte le caratteristiche portanti della loro musica. Attivi fino all’anno scorso (li abbiamo visti live al Rock The Castle) hanno interrotto il tour d’addio per problemi di salute di Phil Mogg. Resteranno per sempre uno dei più grandi gruppi che può vantare il genere musicale a noi preferito e quest’album uno dei loro indubbi punti più alti.

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