Tyr: “Valkyrja” – Intervista a Heri Joensen

I Tyr sono indubbiamente la band più famosa delle Isole Fær Øer, nazione-arcipelago che conta solo 50.000 abitanti ed una scena musicale estremamente vivace. Intervistiamo, in occasione del nuovo album “Valkyrja” il cantante/chitarrista Heri Joensen, maggior compositore del gruppo, che ci parla del concept vagamente al femminile del nuovo lavoro e di tante altre curiosità legate alla band, ben nota per la continua ricerca di date live e tour.

Prima di tutto mi piacerebbe approfondire il concept dell’album. Puoi raccontarci tutto il possibile circa i testi e lo svilupparsi della vicenda narrata canzone dopo canzone?

“Dal punto di vista dei testi l’album è basato sulla mitologia delle valchirie. Parliamo quindi degli esseri femminili che portano i guerrieri caduti in battaglia al Valhalla o nel Fólkvangr, il reame di Freyja, che fra le altre cose è la divinità femminile del sesso. La trama del concept è legata alle sorti di un vichingo senza nome che lascia la propria donna e il sua terra natia per recarsi in battaglia, ottenere una morte gloriosa e raggiungere il Fólkvangr. Così potremmo dire che l’album parla diffusamente delle donne e di cosa gli uomini sono disposti a fare per raggiungere ciò che vogliono ottenere da loro.”

Puoi dirci di più circa la fonte d’ispirazione che ha permesso la composizione di questo concept? Cos’hai letto o ascoltato per crearlo?

“La fonte d’ispirazione principale è come dicevo la mitologia nordica legata alla figura delle valchirie e di come possa raccontarci una storia attinente anche ai nostri tempi. Posso aggiungere che mi ha influenzato anche seguire le relazione romantiche in genere. Ogni persona che è stata coinvolta in un legame sentimentale sa che ci sono sempre dei momenti negativi e positivi.”

Heri… come di consueto nell’album canti alcune canzoni in inglese ed altre in faeroese. Come scegli la lingua da utilizzare per i brani?

“Come regola generale posso dirti che in faeroese canto i pezzi tradizionali mentre i testi nuovi li compongo in inglese. Ma può anche capitarmi di scrivere testi in faeroese come ad esempio questa volta è successo per “Fánar Burtur Brandaljóð”. Scelgo in anticipo ed in base al tipo di risultato che voglio ottenere quale linguaggio utlizzare per la canzoni. Scrivo molti pezzi in inglese perché ritengo che questa lingua dia maggior possibilità agli ascoltatori di comprendere il concept del brano; inoltre scrivere un testo in faeroese richiede molto tempo in più.”

Puoi descriverci l’esperienza di suonare in studio con il batterista dei Nile Heorge Kollias? Voglio dire… parliamo di un drummer che normalmente è abituato a suonare brutal death metal…

“Si, molto persone me lo fanno notare. Ma ti assicuro che lui è un batterista poliedrico e credo che abbia interpretato il nostro stile nel migliore dei modi. Ciò che ha fatto per il nostro album è una via di mezzo fra il suo stile inconfondibile e il nostro sound tradizionale. E’ stato molto agevole e semplice lavorare con lui e posso anche aggiungere, ad essere onesto, che si tratta di un sogno realizzato avere Kollias come batterista su “Valkyrja”.”

Sei soddisfatto di come è uscita la song “The Lay Of Our Love”? Io trovo che il duetto con Liv Kristine sia davvero meraviglioso soprattutto quando nel ritornello le vostre due linee vocali si sovrappongono. Sei d’accordo? Come riproporrete dal vivo questa canzone?

“Sono davvero molto soddisfatto di quella song. Mi fanno impazzire le sovrapposizioni di armonie femminili/maschili. Natuaralmente per poterla suonare dal vivo dovremo chiedere una mano a Liv oppure cercare la collaborazione di qualche altra singer. In ogni caso preferirei nettamente avere con noi Liv.”

Perché siete passati alla Metal Blade dopo una lunga carriera con l’austriaca Napalm?

“Abbiamo conosciuto i responsabili della Metal Blade europea tempo fa e ci ha fatto piacere il loro interesse per la nostra band; di conseguenza quando è finito il contratto con la Napalm li abbiamo contattati. Direi che è naturale per una band, una volta che si è raggiunto un traguardo, cercare di progredire ulteriormente. Abbiamo quindi scelto un’etichetta più forte sul mercato statunitense ed anche, comunque, fuori dall’Europa in genere. Ritengo che la nostra sia stata la scelta giusta.”

In coda al CD avete aggiunto due cover: “Where Eagles Dare” degli Iron e “Cemetary Gates” dei Pantera. Perchè avete scelto questi due pezzi? Siete soddisfatti del risultato?

“Dopo aver realizzato “By The Light Of The Northern Star” abbiamo deciso di aggiungere delle cover ai nostri album scegliendo il pezzo preferito di ogni membro della band. Su “The Lay Of Thrym” abbiamo coverizzato i Black Sabbath e i Rainbow; ora su “Valkyrja” è stato il turno di “Cemetery Gates” dei Pantera, che è la canzone preferita di Terji e “Where Eagles Dare” degli Iron Maiden che invece è quella che adora maggiormente Gunnar. Personalmente sono davvero contento del risultato.”

Chi è l’autore dell’illustrazione dell’artwork? Il soggetto è Freyja vero?

“Esatto. L’autore è l’ungherese Gyula Havancsák dello studio Hjules Illustration & Design. Ha realizzato anche gli artwork di “By The Light Of The Northern Star” e di “The Lay Of Thrym”.”

Jacob Hansen degli Hansen Studios è il co-produttore del CD giusto? Come avete lavorato per ottenere un sound così diretto e caldo?

“Si, “Valkyrja” è stato registrato negli studi di Jacob Hansen a Ribe in Danimarca. Non so dirti come riesce ad ottenere questi risultati ma di sicuro migliora sempre release dopo release e per questo andiam sempre da lui. Credo fondamentalmente che abbia attrezzature d’avanguardia e sa come realizzare al meglio tutti i tipi di effetti; inoltre lavora bene in modo molto veloce. Non posso dirti di più perché non sono un esperto di tecnologia di registrazione e mixeraggio.”

La vostra band è conosciuta per un’intensa attività live. Come lavorerete da questo punto di vista per il nuovo album? Participerete a qualche importante festival? E’ ipotizzabile un vostro ritorno in Italia?

“Si, speriamo di suonare nel maggior numero di festival europei quest’estate ma al momento non abbiamo nulla in programma per l’Italia. Se vuoi vedere i Tyr dal vivo nel tuo paese potresti farlo sapere agli organizzatori dei vostri festival.”

La vostra band è la più famosa nelle Isole Fær Øer … ma che mi puoi dire del resto della scena metal? Ci sono altri gruppi?

“Si, ci sono altri gruppi. Posso citarti Hamferð, Sic, Synarchy e Heljareyga. Alcune di queste band hanno anche fatto tour internazionali; in ogni caso come tu stesso hai detto al momento i Tyr sono la band di maggior successo nelle Isole Faeroe.”

Ok, concludi l’intervista con un ultimo messaggio per i vostri fan italiani!

“Speriamo di suonare da voi molto presto, possibilmente in un festival o come headliner di un tour. Informate i vostri organizzatori di festival o proprietari di locali che volete vedere i Tyr. Grazie di tutto! :-)”

leonardo.cammi

view all posts

Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi