Twisted Sister: “We Are Twisted F***ing Sister” – Intervista a Jay Jay French

Sono tornati i Twisted Sister in Europa e per questo motivo Metallus.it ha ben pensato di raggiungere il mitico Jay Jay French, chitarrista della storica band, in vacanza presso Barcellona, per scambiare due chiacchiere sulla storia recente del gruppo, legata alla scomparsa di A.J. Pero (deceduto a causa di un infarto), e sul futuro che aspetta forse la band.

Ciao Jay Jay! Come stai? E’ un piacere parlare con te!

Ciao! Il piacere è tutto mio, sono in vacanza a Barcellona quindi è tutto OK! Ogni tanto fa bene riposarsi e prendersi il proprio tempo come sto facendo ora.

Innanzitutto partiamo da “Metal Meltdown”, il nuovo DVD dei Twisted Sister. Avete suonato e registrato questo show, per celebrare A.J. Pero, con Mike Portnoy alla batteria. Cosa puoi dirci di questa esperienza?

E’ stato molto emozionante il primo senza A.J. : inizialmente doveva essere con lui perché era stato programmato a febbraio e doveva essere filmato a maggio, però poi A.J. è scomparso tragicamente a marzo e da lì sono nate tante domande sul cosa fare. Il giorno dopo la morte di A.J. ho suonato con la sua band, gli Adrenaline Mob, e Mike Portnoy era lì, offrendo il suo aiuto: tre giorni dopo, al funerale, ho riferito questo al resto dei Twisted Sister e lì non sapevamo ancora se fermarci definitivamente o continuare con Mike: alla fine abbiamo deciso di suonare un altro anno in memoria di A.J. e per il film, quindi questo è il nostro ultimo anno di vita.

Mike Portnoy sembra avere uno stile versatile ma diverso dal vostro classico. Cosa ha comportato questo nel riproporre dal vivo i vostri classici?

Sinceramente niente di particolare, sai? Non abbiamo dovuto cambiare niente: Mike è un gran batterista, un fan dei Twisted Sister cresciuto a Long Island, dove suonavamo, frequentava i locali per vederci suonare dal vivo quindi per lui è stato come un sogno che si avvera… Capisci? Uno dei migliori batteristi del mondo come Mike, fan dei Twisted Sister, che suona le parti di un altro fra i migliori batteristi del mondo come A.J.

Da un punto di vista personale, cosa hai imparato dalla morte di A.J. e come questa ti ha cambiato?

A.J. era il membro più giovane e il fatto che sia morto per un infarto ci ha fatto pensare che bisogna sempre essere controllati, sapere il proprio stato di salute perché si può essere qui oggi e domani non ci si è più… Lui aveva una famiglia che proteggeva ma non proteggeva sé stesso perché non andava dal dottore: la sera prima di morire mi ha chiamato lamentandosi di un dolore alla spalla, pensando che fosse un problema muscolare e dicendo che sarebbe andato dal dottore il giorno seguente ma è poi deceduto durante la notte. E’ poi emerso dalle analisi che aveva avuto un attacco di cuore tre giorni prima e quindi per ben tre giorni è sopravvissuto in quello stato… Una tragedia che non doveva capitare, sinceramente.

Nel nuovo DVD c’è anche un documentario intitolato “Rock Show”: in una qualche maniera completa la storia iniziata con “We are Twisted F***ing Sister”, un altro film uscito qualche mese fa. Concordi?

Guarda, ciò che dici mi fa piacere e mi impressione perché è stato proprio inteso così!!! L’inizio, i primi dieci anni, gli ultimi periodi: fatto per mostrare che a mio parere siamo stati e siamo la miglior live band del mondo… Amo gli ACDC, amo i Kiss, amo i Judas Priest ma penso che noi riusciamo ad intrattenere meglio il pubblico, ogni sera: chi segue i Twisted Sister lo fa perché è come una religione e noi vogliamo che sembri così! Per esempio, quest’estate abbiamo battuto tutti i record di presenze ai festival durante i nostri concerti: allo Sweden Rock e all’Hellfest ad esempio pare che la maggior affluenza sotto i palchi ci sia stata durante il nostro concerto e abbiamo visto che il pubblico era scatenato. Al Graspop c’erano 210.000 persone, che cantavano durante il set degli Iron Maiden: mi dispiace perché i Maiden sono nostri amici e, stupidamente, la nostra crew ha fatto un check della strumentazione mentre loro stavano suonando… Mi dispiace e non avrei voluto succedesse mai… Comunque dopo di loro siamo saliti noi sul palco e la gente era ancora più impazzita. Abbiamo distrutto il Graspop! Siamo molto grati al nostro pubblico, veramente.

Sta uscendo anche “Rock ’n’ Roll Saviors – The Early Years”, con tre show completi presi agli albori della vostra carriera: come avete scelto queste tre performance e cosa puoi dirci di questa nuova uscita?

Sono show abbastanza conosciuti e che giravano già da un po’ in canali non ufficiali quindi abbiamo solo deciso di farli uscire allo scoperto: show veri, “catturati” in club a Long Island e West Chester e a un festival nel 1983 (non sapevo neanche che quest’ultimo fosse stato filmato per intero, pensavo solo a due canzoni). Non ci sono sovraincisioni, siamo solo noi, pesanti e diretti: è bello il Graspop, ogni sera è stupenda quando siamo live ma per me quando suonavamo nei locali era ancora più speciale… Un’intensità diversa…

Passiamo al tour attuale: sembrate molto vigorosi e da ciò che avete detto sembra che suonerete anche dopo la fine del tour… O no?

No, con quest’anno è finita, non c’è nessun “dopo”. Cioè già nel 2003 volevamo fare una cosa di un paio di anni e sinceramente a me ai tempi non interessava quanto sarebbe durato… Adesso è diventata una cosa di 14 anni ed è giunto il momento di andarsene: secondo me dovrebbero farlo in tanti altri ma non è affar mio… Vuoi suonare? Suona! Non voglio più suonare? Rispettami, per cortesia. Io la penso così… E spero che i fan si siano sempre goduti i nostri concerti! Ci proposti anche per l’Italia nell’ultimo periodo ma nessun promoter ha fatto un’offerta… No offer, no play!

Non comporrete nuovo materiale per i Twisted Sister e lo sappiamo: tu, sinceramente, senti il bisogno di proporre nuova musica, magari con un altro progetto?

In tutta sincerità no. Non sono un musicista, sono solo un chitarrista ma non faccio quello per vivere: scrivo per  una rivista che si chiama “Inc. Magazine” e che si occupa di affari, tengo conferenze e mi occupo di queste cose… Suonare non è il mio mestiere. Ho una band con la quale sono blues, il batterista è dei Lynyrd Skynyrd, il chitarrista è quello dei Whitesnake, il bassista è del giro di Joe Bonamassa e suoniamo musica blues, non la musica dei nostri gruppi di provenienza: ci piace, perché suoniamo ciò che piace a noi, il blues e qualche cover rock…

I Twisted Sister sono considerati una delle migliori, se non la migliore, rock band dal vivo. Considerando la tua storia e la musica che ami, qual è il tuo gruppo preferito dal vivo e quale invece il miglior concerto a cui sei stato?

Oh, ne ho viste migliaia, veramente… E ne ho suonati 9000 io… Probabilmente la miglior performance mai vista dal sottoscritto è stata quella di Jimi Hendrix a Fillmore East nel 1970… Grateful Dead al Fillmore East nel 1970… James Brown al “T.A.M.I. Show”: ecco forse questa è la più grande performance dal vivo di un cantante mai documentata e la si può trovare in rete (non chiedermi però per cosa sta “T.A.M.I.” perché non lo so…): i Rolling Stones chiusero lo show dopo di lui e si pensa che sia stato uno dei più grandi errori fatto dalla band di Jagger. Senza James Brown non c’è Michael Jackson, non c’è Prince… Senza quella performance specialmente crolla una buona parte di storia musicale successiva. Altri show stupendi: Rolling Stones nel 1969 al Madison Square Garden, sempre gli Stones nel 1972, i Pink Floyd del periodo Syd Barrett, gli Iron Butterfly, i Cream, gli Who… Tanti, tantissimi… Stevie Wonder nel 1969 alla Carnegie Hall… David Bowie nel 1972 alla Carnegie Hall: ha cambiato la mia vita! Grazie a lui i Twisted Sister sono diventati i Twisted Sister. Potrei continuare per ore! Quando hai 15 o 16 anni e hai la fortuna di poter vedere questi concerti sai che la tua ispirazione sarà forte e devi considerarti fortunato… Ho suonato con band meravigliose ma niente come questi concerti, credimi!

Qual è stata l’esperienza live migliore per voi?

Noi siamo tornati per l’Europa: Germania, Italia, Spagna, Finlandia, Belgio, Norvegia, InghilterraOgni paese voleva di nuovo i Twisted Sister e questi paesi sono sempre stati importanti per noi. La passione che c’è è, come detto prima, una religione: suonare davanti 90.000 fan a Caracas, a Montreal, a Parigi o in qualunque posto vuol dire suonare davanti a 90.000 persone che ti adorano, accomunate da un culto, quello dei Twisted Sister. Quale show è stato migliore? Noi cerchiamo di fare ogni sera lo show migliore, che deve essere tale ogni sera: se tu mi vieni a vedere e io faccio schifo, per te farò sempre schifo dal vivo; ecco perché dobbiamo essere sempre al top ogni sera.

Ok Jay Jay. Grazie mille per la stupenda chiacchierata. Puoi lasciare un saluto ai lettori di Metallus.it e ai vostri fan italiani!

Ciao ragazzi, ci dispiace non essere potuto venire un’altra volta da voi ma sarete sempre nel nostro cuore! Guardate i nostri nuovi documentari, per ricordarci e per capire cosa sono stati i Twisted Sister… I WANNA ROOOOOOOOOCCCK (cantato)… Ciao!

 

twisted fing sister poster official

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