Ken Hensley & Live Fire – Recensione: Trouble

L’esperienza con i Live Fire è solo l’ultimo anello di una catena composta da soddisfazioni e collaborazioni importanti per l’ex Uriah Heep Ken Hensley, mago delle tastiere e polistrumentista attivo fin dagli anni ’70 in diverse formazioni e con decine di pubblicazioni all’attivo. Questa band dovrebbe interessare anche i sostenitori del metal italiano in modo particolare, perché fra gli eccellenti musicisti che compongono l’attuale formazione dei Live Fire c’è anche Roberto Tiranti al basso.

Per quanto riguarda l’album nel suo complesso, è da sottolineare come la produzione di “Trouble” faccia in modo che i brani diano la sensazione di stare partecipando a un concerto dal vivo, una scelta comprensibile se consideriamo che Hensley è davvero uno di quei musicisti che sa esprimersi al meglio proprio in sede live, grazie al suo carisma sanguigno e alla sua versatilità, tutte doti che si ritrovano perfettamente in “Trouble”. Improntati su un classic rock articolato ma non complesso, pieno di parti strumentali di grande carica emotiva, tutti i brani incontrano un consenso immediato, ma dobbiamo mettere l’accento in particolare sulla title track con il suo intenso finale strumentale e su “Todo Loco”, dal ritmo lento ma deciso, piena di cori di grande effetto, pacata ed esplosiva al tempo stesso. Immaginate di trovarvi in un grande teatro e di stare assistendo a uno show pieno di luci intense e suoni ben bilanciati, con una band coesa e spettacolare e brani dal piglio classico ma attuale, e avrete chiare le sensazioni trasmesse da questo lavoro.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Hear No Evil/Audioglobe

Anno: 20113

Tracklist:

01. Ready To Die
02. Trouble
03.  It
04. Todo Loco
05.  I Wanna Go Back
06.  Please Explain
07.  You Will Always Be Mine
08.  I Don't Know
09.  Dangerous Desire
10.  The Longest Night


Sito Web: http://www.ken-hensley.com/

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. MARK HUGE

    Disco bruttissimo almeno ad un primo ascolto….mi aspettavo molto ma molto di più…eccetto un paio di brani il resto mi ha annoiato a morte …..un Tiranti così sottotono o se vogliamo col freno a mano tirato non lo accetto……hensley ha fatto decisamente di meglio in passato!!!

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