Trivium + Heaven Shall Burn + Obituary + Malevolence: Live Report e foto della data di Milano

Una domenica infuocata in quel di Milano con quattro band una diversa dall’altra e una modifica rispetto al primo annuncio da parte dei Trivium prima del covid (in origine c’erano Tesseract e Fit For An Autopsy). Penultima data di un lungo tour europeo, potevamo trovarci dinanzi a band esauste, invece è stata una serata perfetta da parte di ogni singolo musicista salito sul palco.

MALEVOLENCE

Gli inglesi Malevolence aprono questa domenica di metallo con un Alcatraz pieno a metà, ma a loro questo non interessa,, e si vede fin dalle prime note suonate. La giovanissima band neo assunta in Nuclear Blast, con un ottimo “Malicious Intent” uscito pochi mesi fa, mette in lustro le sue ottime capacità di aggregatore metallico richiamando sotto palco una serie infinita di circle pit e poghi. Le band da cui prendono piena ispirazione come attitudine sono Hatebreed e Lamb of God, portando un suono perfettamente bilanciato tra l’old-school hardcore e quelle che sono le venature -core più contemporanee, riuscendo ad attirare a sé l’attenzione di tutti i presenti nel locale. Suoni molto ben bilanciati, potenza pura sul palco, tanto divertimento e sempre con il sorriso stampato in faccia sono gli ingredienti perfetti per portarsi a casa l’affetto degli italiani. Sicuramente band da segnarsi sul taccuino per la prossima serata in suolo tricolore. P.S.: a fine concerto pubblicano sui social una foto fuori dal locale con le magliette false dei bagarini. Invece di incazzarsi col mondo prendono ispirazione e sul loro shop on-line hanno messo in vendita le stesse maglie allo stesso prezzo. Voto: “diesci”. 

Setlist:

01- Malicious Intent
02- Life Sentence
03- Still Waters Run Deep
04- Self Supremacy
05- Higher Place
06- Keep Your Distance
07- On Broken Glass

OBITUARY

Veramente devo scrivere qualcosa per le leggende viventi death metal? Dopo 40 anni di carriera sentire questa energia e questa attitudine sul palco da “opener” è solamente da applausi. Suoni, esecuzioni, fumi e poca interazione col pubblico sono i soliti marchi di fabbrica degli americani. Conosco persone che hanno pagato solo per sentire la loro mezz’ora e poi son tornati a casa, beh posso dire che hanno fatto bene, perché ci hanno mostrato cosa significa portare il peso sulle spalle della leggenda. Unica pecca, non aver suonato “Slowly We Rot”, ma li perdoniamo. Come si dice in questi casi: ciao grazie e buona serata. Anche per loro suoni mostruosi e luci che passavano dal verde al rosso, giusto per rimanere in tema. Se ve li siete persi in questo stato di grazia dopo circa trenta date, vi beccate una pagaiata (cit). 

Setlist:

01- Redneck Stomp
02- Sentence Day
03- A Lesson In Vengeance
04- Visions In My Head
05- The Wrong Time
06- Don’t Care
07- My Will To Live
08- Dying Of Everything

HEAVEN SHALL BURN

Ebbene sì, sono passati sei anni dall’ultimo appello che ha visto gli Heaven shall Burn presenziare in Italia, allora si trattava di una data di supporto ai Korn, mentre quest’oggi essi sono protagonisti assieme ai Trivium in un tour ad alto contenuto esplosivo. Il terreno è già stato ampliamente spianato dalle ottime performance dei Malevolence e dei mastodontici Obituary che, sebbene c’entrino ben poco con le altre band presenti, sono riusciti a far muovere le teste di qualche giovane fan, caricando il forno chiamato Alcatraz per il piatto forte. Il silenzio cala all’internio del locale, l’intro della nota canzone “Hunters Will Be Hunted” accompagna i nostri sul palcoscenico, con l’ovazione generale della platea che si prepara a ricevere un grande e sonoro schiaffo musicale.  Le note melodiche del brano più conosciuto di “Veto” trasportano gli ascoltatori in un fiume di capelli che si muovono a ritmo di musica e giusto al centro della platea, corpi sudati si buttano gli uni contro gli altri in un moshpit che inghiotte sempre più seguaci, pronti a saltare sulle teste dei vicini da un momento all’altro. La scaletta che segue vedrà poco spazio lasciato alle vecchie glorie, tra queste troveranno spazio “Voice Of The Voiceless” (dove, come ormai da tradizione, viene caricato il pubblico e spronato dalla chitarra di Alexander Dietz a preparare un wall of death), l’immancabile cover degli Edge Of SanityBlack Tears” ed “Endzeit”, per il resto i brani che si susseguiranno saranno per lo più di stampo recente con una predominanza dell’ultimo disco sfornato dalla band originaria di Saalfeld: “Of Truth and Sacrifice”. Lo show è davvero gradevole e poco importa se per Heaven Shall Burn e soci quello di oggi sarà il penultimo show del tour, la carica e la grinta messa dai nostri durante lo svolgimento del concerto non è mai venuta a meno, purtroppo però, non è tutto perfetto; onestamente da grandi band ci si aspettano grandi suoni, ma in questo caso qualcosa è andato storto… se durante la performance dei primi due gruppi l’impatto sonoro aveva avuto una buona definizione, questa è andata a perdersi durante lo show degli HSB, il cui suono è risultato essere un’accozzaglia di strumenti con la prevalenza di bassi. Spiace molto, ma ciò ha reso in certi frangenti difficile la distinzione delle varie parti musicali, non esattamente il massimo per uno show dal vivo. 
Gli Heaven Shall Burn restano comunque a testa alta e brano dopo brano arrivano a chiudere la propria scaletta con“Tirpitz”, un estratto dell’ultimo lavoro in studio. I vari ringraziamenti e i lanci delle scalette precedono l’uscita trionfante della band dal palcoscenico; un bel concerto che aveva tutte le carte in regola per poter essere distruttivo, ma che purtroppo mi ha lasciato dell’amaro in bocca. 

Setlist:

  1. Hunters Will Be Hunted
  2. Bring The War Home
  3. Übermacht
  4. Voice of the Voiceless
  5. March of Retribution
  6. Thoughts and Prayers
  7. Behind a Wall of Silence
  8. Profane Believers
  9. Black Tears(Edge of Sanity cover)
  10. Intro/Endzeit
  11. Corium
  12. Tirpitz

TRIVIUM

Qualche anno fa i Trivium avevano suonato sul palco dei Magazzini Generali senza nessun effetto speciale. Oggi, a distanza di sei anni, li troviamo sul palco dell’Alcatraz con una scenografia curata nei minimi dettagli: sullo sfondo un telo con stampe giapponesi che richiamano subito le origini nipponiche di Matt Heafy e a lato del palco due draghi con gli occhi rossi. Ed è con questa bellissima presentazione che i Trivium aprono la loro esibizione con “Rain”. L’energia del pubblico è subito percepibile e viene alimentata dalle frasi in italiano del frontman come “Saltate con me!” e “Cantate con me!”, a cui i fan rispondono subito con entusiasmo. Raramente ho visto una band così contenta di suonare dal vivo, in particolare Matt Heafy, che non perde mai un’occasione per sorridere e mostrare la lingua tra un growl e l’altro. Ma tutto questo coinvolgimento non ha ripercussioni sulla performance della band: anzi, i Trivium sono sempre molto precisi e meticolosi nella loro esibizione, pur lasciandosi travolgere dall’affetto dei fan italiani.

La scaletta è molto varia e presenta un paio di canzoni di quasi ogni disco pubblicato in studio, con particolare attenzione ad “Ascendancy” e “Shogun”. Non mancano, però, anche brani più recenti tratti dagli ultimi due album, ovvero “Amongst the Shadows & the Stones”, “Catastrophist” e “Feast of Fire”, anche se avrei dedicato più pezzi all’interno della scaletta, dal momento che si tratta del tour di promozione di “What the Dead Men Say” e “In The Court Of The Dragon”. Nonostante questo piccolo dettaglio, l’esibizione scorre velocemente e piacevolmente, i problemi di audio troppo alto vengono fortunatamente risolti e quello a cui assistiamo è un bel momento di unione e condivisione tra la band statunitense ed il caloroso pubblico italiano. Piccola parentesi: ci accorgiamo dello speciale legame con i fan italiani nel momento in cui viene lanciato un tricolore sul palco e Matt chiede ai suoi assistenti di incollare la bandiera sulla scenografia davanti alla batteria.

Il momento migliore, comunque, è stato durante l’encore quando, come di consuetudine, Matt chiede a tutto il pubblico di abbassarsi e di saltare tutti insieme sulle prime note della famosissima “In Waves”. Chiudiamo poi con un altro grande classico, “Pull Harder on the Strings of Your Martyr” e torniamo a casa soddisfatti dell’esibizione di altissimo livello a cui abbiamo assistito. I Trivium dal vivo sono sempre una garanzia… anzi, ogni volta sono sempre meglio! Non fateveli scappare la prossima volta che tornano in Italia.

Setlist:


01- Rain
02- Shattering the Skies Above
03- Strife
04- Amongst the Shadows & the Stones
05- A Gunshot to the Head of Trepidation (with Josh Baines of Malevolence)
06- Feast of Fire
07- Like Callisto to a Star in Heaven
08- Down From the Sky
09- Catastrophist
10- Until the World Goes Cold
11- To the Rats
12- The Heart From Your Hate
13- Capsizing the Sea
14- In Waves
15- Pull Harder on the Strings of Your Martyr

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