Trash Fest IV: Live Report – Day 3

La terza e conclusiva giornata del Trash Fest, vede come band di apertura gli italianissimi Latexxx Teens, tra le cui fila milita Fabrice La Nuit dei Dope Stars Inc. gruppo molto amato e seguito da queste parti. Musicalmente parlando ci sono dei punti di contatto tra le due band, entrambe suonano un industrial rock danzereccio e a tratti marziale, ma in più, nei Latexxx Teens troviamo un’anima decadente, influenzata anche dal glam rock (anche se in minima parte) e dal punk, che rende la loro proposta molto interessante e mai monotona.. I brani proposti sono tutti molto catchy e hanno il pregio di rimanere subito stampati in testa al primo ascolto e in più, non si riesce proprio a stare fermi un attimo durante il loro set. Molto coinvolgente “Machine Zeit” di ambientazione cyber punk e l’energica “Eternity”. Promossi, ma attenzione alla pronuncia in inglese.

Dopo di loro si rimane sempre su questo genere di sonorità con i finlandesi Cold Cold Ground, anche loro ormai presenza fissa da un po’ di tempo tra i nomi di questo festival. La band definisce la propria musica rumorosa, disturbante con un tocco di industrial e non possiamo che confermare in pieno queste parole. Questa volta il gruppo sembra più in forma rispetto alle passate edizioni, sciorinando una sequenza di brani belli potenti e maestosi, sostenuti da una sezione ritmica molto precisa, che non sbaglierà un colpo. L’ironia e il non prendersi troppo sul serio, sono anche una caratteristica fondamentale di questa band, non solo per avere in formazione un chitarrista vestito da coniglio assassino (come farà a saltare e respirare sotto quel costume non ci è dato saperlo), ma anche per i titoli dei brani assolutamente esilaranti come per esempio “Cocain In My Ass”. Dopo un veloce cambio dello stage, a sorpresa salgono sul palco, sia Mama Trash che Del Rio dei Sunset Riot, per presentare il prossimo gruppo i tedeschi Lord Of The Lost, da tempo tra i preferiti della organizzatrice americana e a quanto pare anche di parecchi intervenuti questa sera, dato che la pista si è totalmente riempita.

Si parte subito in quarta con tre pezzi tratti dall’ultimo lavoro in studio “Antagony”, (in uscita proprio in questi giorni), quali la potente “We Are The Lost”, “Son Of The Down” e la ferale “From The Cradle To The Grave”, ma sarà con “Last Words” contenuta nel debutto “Fears”, che il pubblico si lascerà completamente andare ed inizierà costantemente a supportare il gruppo. Subito dopo c’è una sorpresa in scaletta,  “Love The Way You Lie” di Eminem, eseguita però nella versione acustica proposta da Rihanna e a quanto pare nota ai più, in quanto tre quarti dei presenti è a conoscenza del testo. Dopo questa parentesi però si attacca con un’altra cover, quella della più nota “Bad Romance” di Lady Gaga, qui riproposta assolutamente in veste più rock ed eseguita con una carica enorme. Seguiranno due pezzi nuovi: “Fragmenting Facade” e la bellissima “Prison” che comunque è già stata suonata nelle recenti date dal vivo, quindi è un pezzo già ben rodato in scaletta. Ma la parte migliore viene riservata alla fine con l’esecuzione del primo singolo “Sex On Legs”, brano che il Reverendo Manson pagherebbe per avere sulla sua agenda, la splendida “Break Your Heart”, molto Him prima era e la conclusiva “Dry The Rain” che lascia tutti ampiamente soddisfatti. Una cosa è certa anche quest’anno, dopo aver visto questa formazione in scena, sarà davvero difficile fare di meglio.

Headliner della serata, anche quest’anno, troviamo i finlandesi Private Line, presentati per l’occasione dall’amico Acey Slade e come sempre vederli dal vivo, è garanzia di divertimento e di qualità. Ad essere sinceri però, la scaletta non ha propriamente convinto, più che altro per la mancanza di vecchi hit e per aver dato spazio a troppi brani nuovi, che seppur validi, non hanno fatto presa come dovuto sui presenti. Ad ogni modo pezzi come l’iniziale “Prozac Nation” e “Broken Promised Land”, fanno sempre la loro bella figura, come anche la divertente e irrefrenabile “Cheerleaders And Dope Dealers” e “Uniform”, brano immancabile nella loro set list, però si ha la sensazione costante che manchi qualche cosa sta sera, o forse è solo la stanchezza a parlare? “1-800 Out-Of-Nowhere” e “Billion Star Hotel” hanno il compito di chiudere il loro set, in attesa della jam session finale chiamata Mama Trash All Star Band, in cui sul palco si alterneranno un po’ tutti gli artisti presenti durante la tre giorni.

Il primo pezzo proposto sarà la cover molto riuscita di “Sweet Dreams” degli Eurythmics, ovviamente nella versione fatta da Marilyn Manson, proposta da svariati componenti dei Lord Of The Lost, raggiunti al basso da Goran dei Sexy Death. Il pezzo successivo è “Welcome To The Jungle” dei Guns n’ Roses che vede sul palco Daniele Panza dei Achilla, Chris Harms dei Lord Of The Lost, Jaani Peuhu, singer degli Iconcrash dietro le pelli,  e Jacko dei The Black Room alla voce. La canzone però non decolla proprio a causa del frontman, la cui timbrica spiccatamente grunge è ottima per altri tipi di sonorità, ma quando si parla di Guns n’ Roses, diventa davvero distante anni luce. Altra cover d’eccezione è “Mother” dei Danzig, stavolta cantata in modo impeccabile da Henry Lee Roots degli Spiha, che riesce a reggere il confronto con il mitico Glenn. Dopo una cover di un brano dei Metallica da parte dei ragazzi dei Kinetik Control, è tempo di far salire sul palco Acey Slade e Anzi Destruction dei defezionari The Salvation, per un po’ di sporco punk rock’n’roll dei Social Distortion, che porterà poi ad un’ invasione di campo da parte di tutti i gruppi per una finale e terremotante versione della kissiana “Rock And Roll All Nite”. Cala così il sipario anche su questa riuscita edizione del Trash Fest, che anche quest’anno ha portato all’attenzione nome nuovi come i Stala & So. e i Black Light Discipline e ha confermato giudizi positivi su altri gruppi come per i Lord Of The Lost, To/Die/For, Spiha e New Generation Superstars. In estate il carrozzone si trasferirà in America, per la prima edizione del Trash Fest Us e ci auguriamo che i riscontri siano positivi tanto quanto quelli riscossi nella capitale finlandese, nel frattempo, nell’attesa, si aspetterà con fermento l’annuncio del Trash Fest V per l’anno prossimo, rigorosamente a Hell-sinki!!

eva.cociani

view all posts

Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi