Baroni – Recensione: Traces Of Humanity

Classico viaggio nella vita siderale, tra atmosfere rarefatte ed elettroniche, che riproducono una giornata (o un anno luce?) nello spazio sconfinato. Cosa si può fare, del resto, quando ci si vale così ampiamente di samples ed effetti elettronici? La musica di Andrea Baroni, dimenticato il passato metal degli Icycore, si evolve su un terreno sperimentale, fatto di campionizzatori e tastiere. Anche se il canto resta puro ricamo, apprezzabile è il lavoro di Valentina Iacopinelli, che spesso interrompe quello che potrebbe erroneamente considerato un album strumentale. Meno coinvolgente e calda è invece l’ugola (o forse dovremmo dire la voce) di Andrea stesso, in questa veste meno appropriato rispetto a quella di polistrumentista. L’album resta, comunque, assai coinvolgente, tutt’altro che statico, come invece potrebbero far pensare le tematiche. Tra richiami a Kevin Moore, al rock settantiano (quello del primo David Bowie) ed alla musica New Age, il nostro connazionale aggancia continui spunti di meditazione. Non raramente, la musica diventa convulsiva, impetuosa, asmatica. Né l’attitudine alternative toglie la piacevolezza melodica che, anzi, caratterizza l’intero platter. Lavoro dunque riuscito, a condizione che, per il futuro, Andrea si allontani dal microfono.

Voto recensore
8
Etichetta: Two Side Moon

Anno: 2009

Tracklist:

01. Hello World
02. Silent Signals
03. Preaching Their Lies
04. Build-A-Truth
05. When The Lights Faded
06. In The Hours Of Darkness
07. Slightly Across
08. Under The Ground
09. Across
10. Conglomerate Ruins
11. The Spire
12. Electric Flowers
13. Over The Ground
14. The Last Living Heart On Earth


Sito Web: http://www.myspace.com/andreabaroni

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi