Belphegor: Toxik Sabbath! – Intervista a Helmuth

Walpurgis Rites” ancora una volta ha fatto piazza pulita, annichilendo I vari Belphegor-cloni e donando ai fan nuovo metallo incandescente più blasfemo ed oscuro che mai. Nonostante l’immagine trucida e barbarica, il cantante chitarrista e mastermind della band Helmuth si rivela una persona disponibilissima e con le idee ben chiare su ciò che rappresentano i suoi Belphegor. Nell’attesa di rivederli a gennaio in Italia, godetevi questa succosa intervista.

Ciao Helmuth, iniziamo con una piccola introduzione del vostro nuovo “Walpurgis Rites – Hexenwahn”.

Yeah, alla grande, l’album è stato pubblicato in tutto il mondo e siamo veramente motivati e gasati. E’ stato fantastico creare questo album, abbiamo messo tutta la nostra passione, l’energia per esplorare il nostro sound, sono più che orgoglioso di “Walpurgis Rites”.

“Walpurgis Rites” segue “Bondage Goat Zombie”, pubblicato un anno fa. Un periodo prolifico per i Belphegor. Considerando l’ottimo feedback del pubblico, possiamo considerare questo momento il picco della vostra carriera?

Ci sono 19 mesi tra i due album, abbiamo iniziato a scrivere i brani a maggio dell’anno scorso, un mese dopo la release di “Bondage Goat Zombie”. “Walpurgis Rites – Hexenwahn” è ancora un grande passo nell’evoluzione della band in termini di suono, songwriting e musicalità. Il muro sonoro è organico, diretto ed aggressivo, esattamente come volevamo che fosse.

Mi è veramente piaciuto “Walpurgis Rites”, più di “Bondage” che comunque considero un buon album. Penso che la vostra ultima release sia decisamente più vari, con più incursioni melodiche, atmosfere oscure e un paio di brani più sperimentali. Vedi questo album come il naturale proseguimento del vostro sound o come un nuovo inizo?

Ah ah, un nuovo inizio dopo 16 anni, mi stai prendendo in giro? E’ sempre un continuo proseguimento Tommaso. Diventare più forti, più intensi in ogni opera è sempre stato il nostro obiettivo sin dal 1993, per essere migliori in ogni aspetto musicale. E’ sicuramente il nostro album più vario. “Walpurgis Rites – Hexenwahn” incorpora più shredding, maggiori melodie glaciali, maggiori armonie epiche, maggiore magia (dice “magick”), un po’ più di tutto insomma. Abbiamo anche aggiunto qualche samples per ottenere quelle sensazioni morbose e rituali che creano una forte atmosfera ossessiva.

Parliamo un po’ dei brani. “Veneratio Diaboli – I Am Sin” è la canzone più lunga dell’album, cosa rara nella vostra discografia considerando il minutaggio. Cosa puoi dirci a riguardo? Si notano delle interessanti atmosfere melodiche e un buono solo di chitarra…

Ascolto ed adoro la musica classica da molto tempo e in “Veneratio Diaboli” puoi trovare un sacco di influenze provenienti da Mozart/Brahms/Bach. Il brano è molto epico, monumentale, con armonie classiche; è il più lungo fin’ora nell’nostra carriera, circa 7 minuti. E’ sempre importante per me sperimentare, aggiungere nuovi elementi, per mantenere la proposta fresca ed interessante. Non voglio registrare sempre la solite cose. Anche se bisogna dire che è tutto ancora dannatamente Belphegor fino all’osso, aggressivo e d’impatto.

Insieme a brani in puro Belphegor-style come “Walpurgis Rites” e “Hail the New Flesh” troviamo anche canzoni meno canoniche come “The Crosses Mad Of Bone”, forse con qualche influenza swedish, sei d’accordo?

Anche su quella traccia abbiamo utilizzato le twin guitar e qualche melodia ma non c’è niente che la lega allo swedish sound. Ci sono delle influenze provenienti dagli Slayer mischiati alla NWOBHM, questo si. Con questo collage di nove brani, liriche e artwork continuiamo la nostra discesa nelle profondità infernali.

Il titolo della prima e dell’ultima traccia vanno a formare il titolo dell’album, c’è qualche concept dietro a tutto ciò?

La maggior parte dei versi sono presi da scritti e libri arcaici. Il titolo calza alla perfezione l’intero concept, il tema, coinvolgendo la simbologia e i significati ambigui. Sono sempre stato affascinato dalla streghe, dall’atmosfera che le circondava e dal male che le avvolgeva. “Hexenwahn” per esempio è una vecchia parola creata dalla dannata chiesa contro chi pensava liberamente e contro le streghe. Il significato è simile a “strega della peste”.

“Der Geistertreiber” è stata scelta anche come brano per un videoclip già disponibile in rete. Come mai avete scelto questo brano? Il video segue i testi?

Yeah, il video ha una storyboard, riguarda la celebrazione del 30 aprile, meglio conosciuta come “Walpurgisnacht”, il sabba occulto nei boschi delle montagne. Per la prima volta abbiamo avuto un team professionale per creare il video. Abbiamo preso in affitto un cottage in montagna, nel bosco e siamo stati li 3 giorni. Il video è fantastico e ci siamo divertiti alla grande.

Nell’album si possono sentire brevi solo di chitarra, decisamente interessanti. E’ farina del tuo sacco o se ne è occupato Morluch?

Grazie, Mi sono occupato io di tutto lo shredding nell’album, mi sono esercitato molto e ho sviluppato un mio stile; è sempre una sfida a creare qualcosa di nuovo, il trono è della musica sopra ogni cosa e ha la massima priorità.

La line up dei Belphegor è sempre gravitata intorno a te Helmuth, ma possiamo considerare questa line-up stabile?

La verità è che non è facile trovare musicisti dedicati, a cui piaccia essere sempre on the road o essere in studio o in sala prova e che pongano la band al primo posto. I cambi di line up succedono in ogni band e troppi gruppi suonano con dei session man, non è una gran cosa. E’ buono però avere sangue nuovo nella band, mantiene il tutto più fresco, non potrei immaginare di suonare ancora con gli stessi musicisti dal 1993. La band non esisterebbe più da un bel po’ di tempo.

La Nuclear Blast pubblicherà una limited edition dell’album decisamente curiosa con uno speciale “war-package”. Cosa ci puoi dire a riguardo?

Esatto Tommaso, abbiamo sempre una speciale “army”-edition che calza perfettamente con il nostro TNT sound ed è un buon oggetto per i collezionisti. L’album sarà disponibile in quattro formati: 1 – Digipack Lm. Ed. con il videoclip di “Der Geitertreiber”; 2 – In edizione limitatissima a 500 copie con scatola in legno contenente il digipack e una granata marchiata Belphegor; 3 – In vinile picture limitato a 1000 copie; 4 – Nella versione standard in cd jewel case.

I vostri artwork sono sempre stati grandiosi ma com “Walpurgis Rites” vi siete superati. Possiamo considerarlo solo un buon artwork o anche un messaggio fatto di simboli e altre cose? Segue quello di “Bondage”? La figura principale sembra simile, una variazione sul tema di Lucifero?

Grazie mille, yeah è oscuro e offensivo, pieno di magia occulta, vi raccomando di leggere i testi dell’album.

Bene potete concludere con un messaggio a i vostri luciferini fans italiani e speriamo di vederci in Italia!

Grazie per lo spazio Tommaso. I Belphegor torneranno in Italia il 19 gennaio a Bologna con i Kataklysm. L’Italia ha uno dei pubblici più pazzi in Europa, siamo sempre esaltati a suonare li da voi e celebrare il metal con i demoni. Ci saranno altre date in Italia nel 2010, di sicuro, speriamo di poter finalmente suonare a Roma, non ci siamo mai stati e sarebbe ora. Un saluto a tutti i metallici demoni italiani e ai maniaci che stanno dalla nostra nostra, a chi sta nella band e a chi viene a vederci in concerto. Ci si vede a gennaio! Musick – Sathan – Art.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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