Thunderstone – Recensione: Tools Of Destruction

Terzo album per la band di melodic power metal proveniente dalla Finlandia. Purtroppo il nuovo lavoro convince ancor meno del suo predecessore (‘The Burning’ del 2004). I Thunderstone balzano con questo CD, ‘Tools Of Destruction’, sul carrozzone di “chi abbandona il power per aggiungere parti di hard rock classico anni ’70”. La nuova formula sembra fare sempre più proseliti ed i finnici non sono da meno. Di certo il fattore positivo di questo cambiamento di rotta sta nell’aver lasciato del tutto la nomea di “cloni degli Stratovarius”, che da sempre accompagnava i nostri.

Passando a descrivere il sound dell’album non si può non sottolineare l’ottima produzione che tende a non far prevalere alcuno strumento (anche se in alcuni frangenti la tastiera e la chitarra potrebbero uscire in modo più deciso). Come detto precedentemente nella nuova opera troviamo diversi brani che ricordano in modo diretto l’hard rock, come ‘Welcome To The Real’, o che ne riprendono il gusto in molti momenti (da ascoltare in tal senso ‘The Last Song’). Non mancano comunque i pezzi più power come la bella ‘I Will Come Again’, ma lo stile risente in modo forte dell’ispirazione rock sempre più pressante. Dal punto dei vista degli strumentisti si segnala la buonissima prestazione del singer Rantanen, che in alcuni casi si lancia in esibizioni di ottimo gusto, come nell’imitazione di Coverdale nel lento hard rokkeggiante intitolato ‘Another Time’. Peccato che la maggior parte delle canzoni suoni così anonima e priva di piglio aggressivo… a causa anche di una produzione buona che però smorza troppo la ruvidità degli strumenti. Purtroppo troppi brani risultano scialbi o degni di essere immediatamente dimenticati e di conseguenza non si consiglia di certo questo lavoro. Passate oltre.

Voto recensore
5
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01. Tool Of The Devil
02. Without Wings
03. Liquid Of The Kings
04. I Will Come Again
05. Welcome To The Real
06. The Last Song
07. Another Time
08. Feed The Fire
09. Weight Of The World
10. Land Of Innocence

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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