Napalm Death – Recensione: Time Waits For No Slave

Solidità e attitudine. Dopo tanti anni di onorato servizio alla causa del death-grind i Napalm Death riescono ancora ad essere estremamente convincenti e a proporre un nuovo manifesto di genere che non li fa retrocedere di una spanna dalla loro posizione dominante. “Time Waits For No Slave” presenta tutte le caratteristiche che siamo abituati ad associare alla parola grind, ma come ormai di norma nelle ultime uscite, sono le variazioni sul tema a fare le differenza. Dopo alcuni brani potenti, veloci e superbamente aderenti ai canoni, arrivano infatti le prime sorprese: la title track, un martellante mid tempo ricco di dissonanze noise che aiuterà il vostro mal di testa (letteralmente…) e “Life And Limb”, song in cui si materializza una inusuale confluenza di intenti tra i Voivod di “Phobos”, il death metal e il crust-punk. Molte delle canzoni si basano certamente su elementi già conosciuti (dopo oltre vent’anni di carriere potrebbe essere altrimenti?), ma quasi sempre la band dimostra fantasia e intelligenza compositiva, riuscendo immancabilmente ad azzeccare il riffing di base o a sorprendere con una variazione inaspettata (come il cambio di ritmo continuo in “Downbeat Clique”). La miscela con il thrash, ormai un trademark dai tempi di “Enemy Of The Music Business”, emerge in più passaggi e regala quei ritmi da headbanging che sollevano un minimo dalla pesantezza degli inserimenti noise-industrial e della brutalità dei ritmi grind. Nell’insieme “Time Waits For No Slave” è un lavoro angosciante, molto più complesso di quello che potrebbe apparire ad un ascolto superficiale e suonato da una band con la testa sulle spalle che non perde mai il controllo della situazione. Il tutto condito dalla immancabile spirito combattivo e ideologicamente impegnato che fa dei Napalm Death qualcosa di più di una band musicale. Solidità e attitudine. Forse bastava dire quello dopo tutto…

Voto recensore
8
Etichetta: Century Media / Emi

Anno: 2009

Tracklist: 01. Strongarm
02. Diktat
03. Work to Rule
04. On the Brink of Extinction
05. Time Waits for No Slave
06. Life and Limb
07. Downbeat Clique
08. Fallacy Dominion
09. Passive Tense
10. Laurency of the Heart
11. Procrastination of the Empty Vessel
12. Feeling Redundant
13. A No-sided Argument
14. De-evolution Ad Nauseum
Sito Web: http://www.myspace.com/napalmdeath

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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