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Thunder – Recensione: Please Remain Seated

Non particolarmente originale ma di sicuro interessante, soprattutto per i fan della band, “Please Remain Seated” presenta la riproposizione in chiave acustica di alcuni pezzi dei Thunder. Non si tratta di una semplice eliminazione dell’elemento elettrico: i brani vengono rivisitati profondamente, al punto da potere essere considerati in alcuni casi quasi dei nuovi pezzi. Il risultato è alterno, il comune denominatore è la possibilità, con questi arrangiamenti, di mettere in risalto ancor maggiore il calore della voce di Danny Bowes ma non sempre ciò è sufficiente a dar vita ad episodi autenticamente coinvolgenti.

Le tinte blues sono predominanti (il miglior esempio nel tour de force di “Empty City”), ma trovano posto anche divagazioni jazz (le invenzioni alla fine di “Girl’s Going Out Of Her Head”) e un’intensità di chiara derivazione soul. Accanto alla chitarra di Luke Morley, svolge un ruolo prezioso anche il pianoforte suonato sempre da Morley e pure dall’altro chitarrista Ben Matthews. Tra le rivisitazioni più riuscite, quella di “Future Train”, ricca di nuovi sapori ed impreziosita da armonie vocali in sottofondo cariche di colori ed atmosfera. Emozionante “I’m Dreaming Again”, che viene spogliata degli eccessi che caratterizzavano la versione presente su “The Magnificent Seventh” acquisendo così una delicatezza davvero commovente. Sulla stessa linea d’onda l’intensa versione di uno dei pezzi forti della discografia dlla band britannica, “Low Life In High Places”, che chiude la scaletta con una vena di malinconia. “Just Another Suicide” già nasceva sobria e funziona pure in questo nuovo arrangiamento, così come la sciolta “Blown Away”.

Altrove, quello dei Thunder sembra più un divertissement svolto con la consueta classe e naturalezza ma privo di motivi di interesse se non per i collezionisti e i fan più sfegatati della band.

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