Wine Spirit – Recensione: Three Of A Kind

Il riferimento al numero tre è d’obbligo in questo momento della carriera dei Wine Spirit. Tre sono i membri del gruppo, e tre sono gli album realizzati, compreso questo, tre è il numero che per tradizione si associa alla perfezione, e quindi un titolo contenente questo numero è già di per sé una dichiarazione di intenti. Gli anni di silenzio sembrano avere fatto bene ai Wine Spirit, che si riaffacciano sulla scena con un lavoro completo, che alterna momenti di puro rock frenetico ad episodi più tranquilli, puntualmente accompagnati da voci arrabbiate o suadenti, quando necessario.

A prima vista prevalgono nettamente i brani veloci, scatenati, dai ritornelli solari, ma non mancano brani più tranquilli, dove anche gli strumenti acustici hanno la loro importanza; è il caso soprattutto di “It Ain’t Easy” e di “Digital Jail”, breve e fulminante elenco dei vizi e delle virtù del mondo cibernetico, che conferisce una libertà solo apparente. Sorprende piacevolmente il ricorso a sonorità che si allacciano al funky, come accade in “You’ll Be Mine” e in “Ridin’ High”, mentre con “The Underachiever” si cambia decisamente stile, passando a un hard rock dal passo pesante e parzialmente cupo, salvo poi stemperarsi nel ritmo vivace di “Hanky Panky” e nella follia di “Ink A Deal”, brano che sembra vagamente accusatorio nei confronti di chi ti fa false promesse di un futuro glorioso, ma ti chiede soldi in anticipo. Da non dimenticare inoltre anche “The Greedy King”, forse il momento in cui i Wine Spirit osano maggiormente dal punto di vista sonoro, grazie a un inizio che strizza l’occhio allo psichedelico e a lunghe parti strumentali, fra cui un assolo di chitarra altrettanto malato. Ottime infine le parti vocali in tutto il disco, considerato anche il valido apporto dei cori alla voce, già di per sé estremamente sicura, del cantante ufficiale Il Conte. Un gradito ritorno, a testimonianza di come il panorama musicale italiano abbia sempre qualcosa di molto valido da offrire.

Voto recensore
7
Etichetta: Cama Records / Self

Anno: 2008

Tracklist: 1. Like A Sinner
2. Ink A Deal
3. You'll Be Mine
4. The Underachiever
5. Fist In Darkness
6. Digital Jail
7. It Ain't Easy
8. Behind The Eight Ball
9. Hanky Panky
10. Riding High
11. The Greedy King

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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