Thirty Seconds To Mars: Live Report e foto della data di Casalecchio di Reno (BO)

Grande attesa per la prima data italiana dei Thirty Seconds To Mars all’Unipol Arena di Bologna per il 2024 (il giorno seguente la band fa tappa a Torino alla Inalpi Arena), infatti la formazione capitanata dai fratelli Leto manca dal nostro paese da un po’ di tempo e in più è qui per promuovere il nuovo lavoro in studio, “It’s The End Of The World But It’s A Beautiful Day”, da cui sono stati estratti tre singoli di successo, il tormentone “Stuck”, “Seasons” e “Avalanche”; quindi le premesse per uno show di altissimo livello ci sono tutte.

JAGWAR TWIN

Ad aprire la serata troviamo Jagwar Twin, una formazione a tre capitanata da Brandon Roy Wronski, nota soprattutto per il successo virale del brano “Bad Feeling (Oompa Loompa)”, che ha scalato le classifiche americane rimanendo per oltre 5 settimane nella Top 40 e con oltre 154 milioni di stream sulle varie piattaforme social. L’attenzione già dall’inizio è catalizzata su di lui, che viene illuminato al centro palco e incanta con la sua voce accattivante e cristallina. Poi i vari led si illuminano con il logo del gruppo colorato di rosso e lo show ha una svolta molto più rockeggiante. Il pubblico partecipa in modo molto attivo muovendo le mani e seguendo gli “ordini” del frontman che entusiasta afferma di percepire tutta l’energia dei presenti. Il brano successivo invece parla del sentirsi bene nella propria pelle e che tutti siamo dei losers compreso lui, e racconta di come l’anno scorso è stato il più brutto della sua vita, senza un soldo, ma nonostante tutto ha continuato a fare musica e questo gli è stato di conforto. Nella parte finale dello show vengono eseguiti i brani “Happy Face” e il tormentone “Bad Feeling”, un singalong divertente e frizzante che conquista e diverte i presenti, e questo è quello che conta.

THIRTY SECONDS TO MARS

A creare ancora più anticipazione per l’inizio del set degli headliner appare in sottofondo un countdown che parte da cento e ovviamente si ferma a trenta sulle note di “Avalanche”, poi l’ingresso trionfale e a sorpresa della band direttamente dalle gradinate, che crea un entusiasmo visibile da parte di tutti i presenti. Si parte con “Up In The Air” e l’apoteosi è generale, un’alchimia tra la band e il pubblico che è difficile da descrivere a parole, ma che c’è ed è costante per tutto lo show, senza un minimo calo di tensione e di entusiasmo da entrambe le parti. Il palco è caratterizzato da un enorme triangolo sullo sfondo che serve a trasmettere immagini della band sia recenti che del passato, e altre che rappresentano visivamente anche le loro ultime produzioni. Su “Kings And Queens” i fan sollevano dei cartelli con scritto “Italy Loves Mars” e tutta l’arena viene illuminata anche dalle luci dei cellulari, mentre Jared invita a sorpresa i fotografi sul palco per catturare questo incredibile momento (è stato davvero pazzesco trovarsi a sorpresa su un palco così grande e la band a pochi passi da noi, uno di quei momenti inaspettati e che diventano indimenticabili, specie perché i fotografi ai concerti devono essere il più possibile invisibili. Peccato solo sentire qualcuno che ci augurava di cadere dalla scaletta che ci riportava nel pit a foto terminate… ndAnna). Si continua con “Walk On Water”, “Rescue Me” e la più recente “Seasons”, dove Shannon si posiziona sulla passerella per suonare da li e per avere un contatto più stretto con i suoi fan. Su “Hail To The Victor” ci sono un po’ di problemi tecnici e il pezzo viene ripreso dall’inizio, mentre Jared non si scompone, da vero professionista e riprende come nulla fosse accaduto. Lui è davvero il mattatore incontrastato della serata, un vero showman che sa come infiammare il suo pubblico (letteralmente su “This Is War” con tanto di lanciafiamme) e divertirlo. Racconta vari aneddoti e afferma che vorrebbe suonare qui ogni sera perché abbiamo il cibo migliore, andiamo a tempo e anche se da un paio di giorni sta male e ha mandato al diavolo il medico che voleva che cancellasse quattro o cinque spettacoli, non l’avrebbe mai fatto perché doveva suonare in italia e lo avrebbero sgozzato, mimando con la mano il gesto all’italiana. Chiede poi quante persone avessero già visto i Mars dal vivo e subito dopo scherzando afferma se stessero aspettando che lui morisse prima di farlo. Arriva poi il momento più aspettato (almeno dalla sottoscritta) con la parte acustica dello show, dove Jared propone i pezzi classici della band come “Alibi”, “From Yesterday” “Capricorn” e “Attack” che evidenziano i colori della sua bellissima voce che emoziona tantissimo anche in questa veste. “Night Of The Hunter” è dedicata ai fan più accaniti e della vecchia scuola del gruppo, che dal canto loro rispondono cantandola a squarciagola giocando con i palloncini neri che hanno riempito l’arena. Subito dopo è la volta della stupenda “City Of Angels”, dove Jared chiede se vogliamo ancora un brano o due, fa accendere le luci del telefono ai presenti e a sorpresa decide di andare in diretta live su Instagram per far vedere a tutti l’entusiasmo del pubblico italiano. Ma le sorprese non sono finite, su “The Kill” fa salire sul palco Beppe, un ragazzo italiano per farlo suonare con loro e viene anche esaudita la sua richiesta di poter eseguire il ritornello di “From Yesterday”. Lo show volge al termine con l’inconfondibile “Closer To The Edge”, dove il palco viene invaso dai fan che diventano un tutt’uno con la band, mentre il resto dell’Unipol Arena viene avvolta in un abbraccio virtuale dal mantello svolazzante di Jared con la promessa di rivedere i Thirty Seconds To Mars molto presto dalle nostre parti. Noi ci contiamo, e voi?

Setlist

Countdown Intro + Avalanche

01. Up In The Air

02. Kings And Queens

03. Walk On Water

04. Rescue Me

05. Seasons

06. Hail To The Victor

07. Hurricane

08. This Is War

Acoustic

09. Alibi

10. From Yesterday

11. Capricorn (A Brand New Name)

12. Attack

13. Night Of The Hunter

14. City Of Angels

15. A Beautiful Lie

16. Attack

Encore

17. Stuck

18. The Kill (con PeppePark)

19. From Yesterday (ritornello con Peppe Park)

20. Closer To The Edge

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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