Motörhead – Recensione: The World Is Yours

Ventesimo (!) album in studio per I Motorhead. Cambiano i tempi, i suoni, le produzioni e le mode, ma, di sicuro, non cambiano il vecchio Lemmy e la sua creatura (nata nel lontano 1975), ancora qui e sempre pronti a far danni. Come dicevamo, molte cose sono cambiate in questi ultimi trentacinque anni, ma l’attitudine rock’n’ roll da fuori di testa di Lemmy & soci, no. Infatti “The World Is Yours” si muove sulle stesse coordinate dei precedenti “Motorizer”, “Kiss Of Death” o “Inferno” che sia. D’altro canto, però, neanche tra “Overkill”, “Bomber” o “Ace Of Spades” c’erano tutte queste differenze. E stiamo parlando di un trittico che ha fatto la storia del metal e della musica rock in generale! Allora i Motorhead fanno sempre la stessa musica da più di trent’anni? Risposta breve: no, con un ma, risposta lunga: sì con un però. Andiamo a prendere (ovviamente, per la gioia di tutti) la risposta più lunga e quindi: sì. Possiamo dire che i Motorhead fanno sempre la stessa musica! Da trentacinque anni! E ci campano ancora!! Però (ve l’avevo detto…) bisogna badare bene a non confondere integrità stilistica con semplice autocompiacimento e mancanza di idee. Ma, per non impelagarci ulteriormente nella disamina stilistica e storica inerente il gruppo, veniamo al disco… Come si presenta “The World Is Yours” alle orecchie dell’attento ascoltatore? Un po’ come tutti gli altri, come abbiamo già detto. Pezzi veloci, pezzi ancora più veloci e mid tempo rock’n’ roll si alternano nelle dieci tracce del disco, spaziando tra momenti di assoluta goduria rockettara, a momenti meno esaltanti, a volte anche nella stessa song: infatti in “Rock ‘n’ Roll Music” (canzone incentrata su un unico giro di matrice, neanche a dirlo, rock ‘n’ roll) , Lemmy canta nel ritornello:”Rock ‘n Roll music is my true religion”, vero sicuramente, ma un po’ scontato, mentre non appena arriviamo al break solistico, troviamo un Phil Campbell in assoluta estasi chitarristica, che sciorina un assolo mutevole, di pregevole fattura e molto coinvolgente. Alti e bassi, insomma, ma, se c’è una cosa che difficilmente si può fare, è parlare male in assoluto dei Motorhead. E infatti, anche se non eccezionale, in questo disco ci sono sempre l’integrità e la classe che la band britannica da sempre mostra, in studio come sul palco, e con le quali si è conquistata svariati milioni di fan in tutto il mondo. Non sarà di certo il disco del 2010, ma se siete fan di Lemmy e dei Motorhead, o anche solo della musica rock tosta, grezza e veloce, quest’album potrebbe rappresentare una piacevole sorpresa da trovare sotto l’albero.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Motörhead Music / Emi

Anno: 2010

Tracklist:

01. Born To Lose

02. I Know How To Die

03. Get Back In The Line

04. Devils In My Hand

05. Rock ‘n’ Roll Music

06. Waiting For The Snake

07. Brotherhood Of Man

08. Outlaw

09. I Know What You Need


Sito Web: http://www.myspace.com/motorhead

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