October Falls – Recensione: The Womb Of Primordial Nature

Inizialmente dediti a sonorità ambient e acustiche, i finlandesi October Falls si spostano con il secondo full-length “The Womb Of Primordial Nature” a una commistione tra il sound originario e un black metal epico orientato al mid-tempo.

La band, progetto personale di Mikko Letho, coadiuvato da V. Metsola al basso e da Marko Tarvonen dei Moonsorrow alla batteria, ottiene dei buoni risultati da un punto di vista formale, dando vita a quattro lunghe suite in cui le parti acustiche lasciano spazio a un black cadenzato memore dei primi lavori di Ulver, Satyricon e degli stessi Moonsorrow. La produzione è nitida e lascia spazio a tutti gli strumenti, cosa gradita quando il genere in questione vuole spesso apparire ruvido e pregno di un alone underground.

Visti i punti di forza, per la verità non così clamorosi, occorre purtroppo sottolineare che “The Womb Of Primordial Nature” non vanta una minima idea personale, ma tutto è già stato detto in più salse da qualche decina (centinaio?) di band. Al di là di questo, i brani peccano di eccessiva somiglianza e non sempre riescono ad emozionare. Esce dal coro la prima traccia, che per lo meno azzecca dei passaggi con un certo pathos, ma non appena questi saranno ripetuti ad libitum negli oltre dieci minuti di durata del brano, la noia arriverà a far capolino. Immaginate il resto.

Voto recensore
5
Etichetta: Debemur Morti / Masterpiece

Anno: 2008

Tracklist: 01.I
02.II
03.III
04.IV

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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