The Winery Dogs: “War Machine” – Intervista a Mike Portnoy

È un Mike Portnoy rilassato e cordiale quello che abbiamo intervistato alcuni giorni fa, sicuro della bontà del nuovo album dei The Winery Dogs e del giudizio positivo di fan e vendite. Un trio di musicisti che secondo Portnoy è ora una band a tutti gli effetti, che è cresciuta e che non ha la pressione della classifica a tutti costi. Un musicista pieno di inventiva e di parole per descrivere la propria musica, ma anche un uomo spiritoso capace di giocare e prendersi in giro tirando in ballo Hello Kitty ed il sogno (inconfessabile) di suonare un giorno una batteria “griffata” Pokémon. Anche questo è Mike Portnoy.

Mike, il nuovo disco dei The Winery Dogs “Hot Streak” è finalmente uscito: raccontaci qualcosa del processo compositivo, come è stato lavorare in studio con Billy e con Richie e visto che ci siamo anche le differenze rispetto il Vostro primo disco

Beh il processo compositivo è stato grossomodo lo stesso perché eravamo sempre noi tre seduti uno di fronte all’altro con i nostri strumenti. Ci siamo scambiati idee, dando forma alle canzoni, arrangiandole insieme. Non ci sono stati grandi cambiamenti quindi, ma lo scatto in avanti è stata la chimica che abbiamo raggiunto con “Hot Streak”, ora siamo una band a tutti gli effetti. Se nel primo disco eravamo ”solo” 3 musicisti con “Hot Streak” possiamo dire di aver agito come una vera band, perché con il primo disco non avevamo idea di cosa aspettarci. Ora, dopo centinaia di show ed una intensa vita on the road insieme siamo una band.

Ho trovato in “Hot Streak” una vena blues, cosa mi puoi dire a riguardo?

Beh…è una tua opinione, non c’è un “giusto o sbagliato” in una opinione ma ti posso dire senza dubbio che questo disco è stato leggermente più sperimentale del primo anche perché abbiamo provato a giocare anche con qualcosina di funk in “Hot Streak”.

Quale obbiettivo avevate in mente mentre registravate il disco?

Guarda, non ci abbiamo mai pensato realmente e non ci siamo mai seduti a tavolino scegliendo di fare qualcosa di preciso. Così come abbiamo fatto con il primo disco ci siamo semplicemente seduti ed abbiamo scritto le canzoni, ovviamente con più esperienze rispetto la prima volta. Non c’è stata una direzione o uno stile preciso. Abbiamo scritto ed abbiamo dato per così dire il “benvenuto” a tutto quello che uscito dalle nostre penne.

Come sono “nate” le canzoni?

Abbiamo iniziato a lavorare sulle canzoni a gennaio. A livello musicale abbiamo scritto qualcosa come 15 canzoni in 5 giorni solamente a livello musicale. Poi ci sono voluti alcuni di mesi a Richie (Kotzen, chitarrista e voce della band nda.) per scrivere i testi e trovare le linee vocali adatte per le canzoni. Ci siamo ritrovati a maggio per iniziare le registrazioni ed abbiamo iniziato con batteria e basso. Io e Billy (Sheehan nda.) abbiamo impiegato circa 2 settimane per registrare tutte le nostre parti. Dopo di noi è toccato ancora a Richie registrare chitarre, voci e tastiere fino a che non abbiamo consegnato il disco in luglio. Ed ora, proprio nel bel mezzo di ottobre, siamo in tour.

Se dovessi scegliere una canzone sola da “Hot Streak”, quale sceglieresti, quale sarebbe la tua preferita?

Oddio, non saprei davvero quale scegliere. C’è una parte di me in ognuna di loro, e poi anche se ci fosse cambierebbe ogni giorno. Questo credo sia il punto forte per un buon album, e credo che “Hot Streak” sia un album di questo tipo.

Il nuovo album è entrato addirittura nelle charts americane, sei soddisfatto?

Sì, ed è ovviamente una grande cosa. Sono entusiasta così come lo sono Billy e Richie. Intendiamoci non era certamente il nostro obbiettivo primario entrare nelle classifiche, perché il nostro scopo era quello di fare musica insieme, di divertici e far divertire la gente non certo entrare in classifica e basta. Questa non è una band come le altre, perché non c’è tutta quella pressione di dover raggiungere un obbiettivo preciso. Con i The Winery Dogs dobbiamo far canzoni che ci piacciano e che siano divertenti per i nostri fan. Entrare nella top 30 americana è certamente fantastico anche perché non ho mai avuto un album della top 30 se non dopo 16 anni di militanza nei Dream Theater….essere così in alto dopo 2 soli dischi è però decisamente positivo.

Come sta andando il tour? Ho visto che siete molti impegnati al momento…..

Abbiamo iniziato il tour americano alcune settimane fa, siamo stati in Florida per alcune date ed abbiamo trovato anche un bel tempo oltre che un pubblico estremamente caloroso, quindi non potrebbe andare meglio di così al momento. Saremo negli States fino a novembre se non ricordo male e poi partiremo per l’Europa ad inizio 2016 per poi andare in Giappone. Questo è finalmente un tour al 100% The Winery Dogs, perché finalmente portiamo sul palco solo le nostre canzoni, non abbiamo più il bisogno di fare cover dei Mr.Big o dei Poison nella setlist. Saremo in tour anche durante l’estate perché torneremo in Europa e negli Stati Uniti per altre date e quindi avremo parecchio da fare per tutto il 2016. Per quanto riguarda l’Italia suoneremo al Crossroads di Roma il prossimo 12 febbraio. Non vedo l’ora.

Come è stato suonare la batteria di Hello Kitty? Sei per caso un suo fan?

Ahhahah! Sai, dopo 30 anni di tour, di album registrati con tutte le band possibili e dopo aver vinto una marea di premi ti posso dire che sono io il batterista di Hello Kitty (risate nda.)! Posso affermarlo senza ombra di dubbio, anche se il mio prossimo obbiettivo è quello di suonare con una batteria dei Pokémon (altre risate nda.) .

The Winery Dogs, Metal Allegiance, Flying Colors…qual’è il prossimo progetto di Mike Portnoy?

Ora sono concentrato solamente sui The Winery Dogs. Saremo parecchio impegnati per tutto il 2016. Per quanto riguarda i Flying Colors uscirà a breve un nuovo live album, con i Metal Allegiance suoneranno in Australia e Sud America in gennaio e poi la prossima estate sarò con i Twisted Sister per quello che sarà il loro farewell tour. Nonostante tutti questi impegni la mia priorità restano i The Winery Dogs, perché tutto il resto è stato programmato al di fuori degli impegni dei Winery.

La Ytse Jam records è ancora attiva?

No, non sono più coinvolto con la Ytse Jam.

Mike, siamo ai saluti. Vuoi dire qualcosa a tutti i fan italiani che verranno a vedervi in tour?

Beh, prima di tutto “grazie” (detto in italiano nda.) per tutto il grande supporto che mi avete e ci avete dimostrato. Negli ultimi 5 anni ho fatto tantissime cose, quasi più di una carriera intera, e devo ringraziare tutti quelli che sono riusciti a starmi dietro. Lo apprezzo davvero tanto!

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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