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The Winery Dogs: Live Report e foto della data di Bologna

Se è vero che in un concerto è importante anche il luogo, la seconda data italiana dei The Winery Dogs nell’arco di pochi mesi acquista un significato ancora più profondo. Il live infatti si tiene all’Estragon, uno dei punti di riferimento forti per gli appassionati di concerti, almeno nel nord Italia, uno di quei luoghi che, purtroppo, hanno risentito delle problematiche gravi che hanno afflitto questo mondo negli ultimi anni. Prima che la band di Billy Sheehan, Mike Portnoy e Richie Kotzen iniziasse a suonare, infatti, siamo stati in molti a renderci conto che non mettevamo più piede dentro l’Estragon da prima del 2020, e il poter tornare in un luogo che ha ospitato tantissime band, a cui siamo più o meno affezionati, consola e rassicura. Tra l’altro, nonostante la band fosse stata in Italia alla fine di giugno, il locale è quasi pieno. La nostra ipotesi è che anche la notizia del ritorno di Portnoy nei Dream Theater abbia sollevato un po’ di curiosità aggiuntiva su questo live: se Portnoy rientra nei DT, i The Winery Dogs potrebbero essere rimessi in pausa a tempo indeterminato, quindi è meglio non lasciarsi scappare questa opportunità.

GENNARO PORCELLI

La serata si apre con l’ottimo blues di Gennaro Porcelli, un chitarrista più che valido, con alle spalle esibizioni al Pistoia Blues, insieme a Joe Batianich e con un cantautore celebre come Edoardo Bennato. Nel tempo a sua disposizione il chitarrista, insieme a una band altrettanto valida e coinvolgente, ci trasporta in un viaggio a volo d’uccello nel blues a stelle e strisce. C’è anche il momento per una dedica al grande Johnny Winter, che viene ricordato prima del brano intitolato, appunto, “Johnny”. Una premessa affascinante e di qualità in attesa degli headliner.

THE WINERY DOGS

Il concerto, come quello dello scorso giugno, fa parte del tour promozionale per l’album “III”. Con questa premessa, non ci si devono aspettare chissà quali variazioni alla setlist presentata dal gruppo in estate. Infatti, i cambiamenti non ci sono e i The Winery Dogs eseguono la stessa selezione di brani estratti dal loro repertorio che avevamo ascoltato in estyate. Durante “Gaslight“, con cui si apre il concerto, c’è comunque un piccolo incidente. Circa a metà del brano Richie Kotzen alza il braccio, chiede il silenzio al resto del gruppo e segnala che in mezzo al pubblico c’è una persona che si è sentita male. “Abbiamo un problema medico serio” sono all’incirca le sue parole. Le prime file si aprono per fare spazio a un ragazzo che forse ha avuto un mancamento per il caldo (come dicevamo, l’Estragon è quasi pieno e, anche se il pubblico è molto tranquillo, la calca è considerevole). Per fortuna tutto si risolve nel giro di pochi minuti, il ragazzo si riprende e viene accompagnato fuori (scatta anche un piccolo applauso) e si ricomincia da capo. La seconda partenza è quella giusta e il resto della seerata scivola via con disinvoltura. Non ci sono mai stati dubbi, ma Mike Portnoy, Billy Sheehan e Richie Kotzen si confermano come una formazione perfetta. Anche in questo caso si conferma l’affetto che il pubblico di casa nostra nutre in modo particolare verso Portnoy, il cui assolo di batteria, non lunghissimo, viene ascoltato in un silenzio ricco di devozione. Un trattamento analogo viene riservato a Billy Sheehan, che ha a sua volta un momento per un assolo. La band è di poche parole, ma il loro legame con i presenti sembra andare oltre i discorsi e le frasi fatte e si concentra in uno sfoggio di bravura che colpisce sia chi non li ha mai visti prima, sia chi è un esperto del loro repertorio. Come già successo in giugno, inoltre, ci si rende conto di come i brani del nuovo “III” siano all’altezza dei due album precedenti. La serata di Bologna condensa quindi tecnica strumentale, parti cantate ancora una volta impeccabili da parte di Kotzen e una risonanza emotiva particolare e intensa. Tutto come da copione, insomma.

Setlist:

Encore:

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