The Warner E Hodges Band + Bullfrog: Live Report e foto della data di Lugagnano (Vr)

BULLFROG

Anche se non è la prima volta che li vediamo esibirsi su questo palco, i veronesi Bullfrog rimangono una band capace di sorprendere a ogni loro esibizione. La band spazia come sempre fra estratti che provengono da diversi periodi della propria discografia e coglie l’occasione per una conferma del proprio stile, un hard blues di respiro internazionale, e si concede anche lo spazio per eseguire la cover di “Me 262” dei Blue Öyster Cult. Una conferma solida. (Anna Minguzzi)

Setlist:

01. Lola Plays The Blues 02. Slow Trucker 03. Three Roses 04. Clearwater 05. Long Time Boogie 06. Me 262

THE WARNER E. HODGES BAND

Dopo l’esibizione dei Bullfrog, puntuale arriva sul palco del Giardino la Warner E Hodges Band, del travolgente chitarrista di Memphis già con formazioni di culto quali Jason & The Scorcherers e Dan Baird Homemade Sin. Fin da subito sono state chiare quelle che sarebbero state le coordinate musicali di tutto il concerto: un robusto, potente, energico southern rock. Le chitarre di Warner (anche alla voce solista) e Ben Mardsen, il basso di Jason Kinight e la batteria di Shane Dixon non si sono risparmiate neppure per un attimo, con un’ondata di southern rock’n’roll di grande calore e intensità. Con un repertorio preso dal nuovo “Soul Shaker” e un po’ tutta la discografia della band, più qualche cover (“Riff Raff” degli AC/DC, “Licka Sense” di Dan Baird e “White Lies” dei Jason & The Scorcherers), la band ha macinato riff, assoli, brani immediati legati alla tradizione, ma suonati con quell’attitudine che va dal r’n’r tradizionale fino a sfiorare il punk che è propria di un certo approccio alla musica. Non c’è niente da fare, quando gli americani si mettono a suonare quello che è il loro territorio musicale non ce n’è per nessuno. Loro con quei suoni ci sono nati e cresciuti, li hanno assimilati da sempre, oltre ad averli creati, e nessuno può arrivare a quel sound e quell’approccio live. Anche una formazione “minore” (solo a livello mainstream, intendiamoci!) come loro, è in grado di fare un concerto letteralmente strepitoso, con una padronanza del palco e della materia proposta che è propria dei grandi. Abbiamo potuto ascoltare uno spaccato di grande musica a stelle e strisce, dove Warner e soci passavano disinvoltamente da brani di puro southern rock a momenti tiratissimi, per poi passare disinvoltamente a un ben più rilassato pezzo country. La prova è anche nel finale, con una tiratissima e decisamente rock versione di “Country Road” di John Denver, per poi, nel bis, coverizzare il classico dei Sex Pistols “Holiday In The Sun” inframmezzata da “White Lighning”. Insomma, tutto fa rock’n’roll, e la Warner E Hodges Band l’ha dimostrato con un concerto sapido e gustoso, dal quale è praticamente impossibile non uscirne del tutto soddisfatti. E il pubblico presente, non numerosissimo, ma ben partecipe, ha lasciato il Club con la consapevolezza di aver visto qualcosa di veramente grande.

Setlist: 01. That Rock And Roll 02. Gunslinger 03. Ain’t Thath Far Away 04. No End In Sight 05. 06. Back In Town 07. Never Alone 08. Riff Raff (AC/DC cover) 09. Monna Lee 10. Ghost On The Road 11. Branded Man 12. Shine 13. I’m Your Man 14. Great Unknown 15. Licka Sense (Dan Baird Homemade Sin cover) 16. Self Sabotage 17. Road Devil Road 18. White Lies (Jason & The Scorcherers cover) 19. Country Roads (John Denver cover) Encore: 20. Holiday In The Sun/White Lightning (Sex Pistols cover)

(Daniele Zago)

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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