Archangel – Recensione: The Story of My Immor(t)al Life

Archangel è il progetto musicale di lungo corso del poliedrico Riccardo Tristano Tuis, compositore, scrittore e ricercatore, noto in campo metal col complesso nome d’arte di Vam Kama Ocean Archangel. Ciò che da sempre caratterizza quest’artista è la rigorosa sperimentazione musicale, nel senso che il suo estro artistico trova un raro connubio con una visione d’insieme e un metodo disciplinato da crismi da ricercatore scientifico. Ad esempio sono certamente di alto livello le analisi storico-fisiche sulle intonazioni musicali, che hanno portato il gruppo ad adottare l’accordatura sul La a 432 Hz.

Sotto il punto di vista prettamente musicale, l’ultimo full-lenght album, elegantemente intitolato “The story of my immor(t)al life”, riporta e amplifica lo spettro sonoro già sentito in precedenza su “La vogue noire” (2009), ovvero un metal dalle tinte dark e gotiche, pesantemente nutrito da sonorità elettroniche, in parte riconducibili a certo industrial metal e all’EBM.

Rispetto agli esordi le band e il sound di riferimento sono cambiati, da uno stile vicino ai Pantera di metà carriera al crossover, nu-metal di band quali Korn e Deftones. Soprattutto questi ultimi suonano simili in alcuni melodie vocali più soft, così come il progetto di Chino Moreno Team sleep. La parte più elettronica si traduce invece in un tappeto di synth e tastiere quasi onnipresenti, che donano ai brani un alone di cupa viziosità da dance-floor gotico, sensazione per altro rafforzata dalla riuscita cover della hit disco “Sweet harmony” dei The Beloved.

L’album è dunque una creatura ibrida e multiforme, continuamente in bilico fra l’anima metallica delle chitarre distorte e l’anima elettronica dei synth. La performance vocale del front-man è davvero notevole, riuscendo a offrire un cantato sempre ispirato, tecnicamente pulito e senza incertezze, con buona varietà melodica e registri che possono ricordare, per certi versi, Ville Valo. A parte la già citata cover, il resto delle canzoni è piuttosto omogeneo, e va a tratteggiare un languido mondo crepuscolare (“Into Your Mysteria”), sensuale (“My Erotic Ergotine”), dalle tonalità noir, che echeggia un universo culturale gotico e decadente (“Underworld”, “Lonely in 2”).

Come un Baudelaire del XXI secolo, Archangel conduce il suo ascoltatore attraverso esperienze e sensazioni misteriose e ambigue, mutevoli come la musica con cui si accompagna, riuscendo nella difficile missione di essere perfettamente credibile e profondo, a fronte di una proposta estetica di difficile inquadramento. Troppo metal per il popolo dei dance-floor, troppo elettronico e alternativo per il popolo metal. Una posizione non allineata, che rende però palese l’originalità e la personalità di un artista a tutto tondo, e che certamente non mancherà di interessare e coinvolgere gli ascoltatori più curiosi e meno tradizionalisti.

Voto recensore
7
Etichetta: Crash & Burn Records

Anno: 2010

Tracklist:
1. Karmic Loops of Space and Time
2. Into Your Mysteria
3. Erase Me
4. Absinth
5. Sweet Harmony (The Beloved Cover)
6. Life After Death
7. Noir Love
8. My Erotic Ergotine
9. Never Say Goodbye
10. Emoteque
11. Underworld
12. My Name Is L.
13. Lonely in 2

Sito Web: http://www.myspace.com/newrebelidol

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Alessandro Bevivino CYBER CROSS

    Non lo ho ancora sentito ma sicuramente è un’APERTA COLOSSALE

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi