Crying Steel – Recensione: The Steel Is Back!

Dopo la Strana Officina, torna in scena un’altra indimenticabile realtà del metal tricolore. Parliamo dei bolognesi Crying Steel, venticinque anni di storia alle spalle e un disco, quel mitico ‘On The Prowl’, che vide la luce nell’ormai lontano 1987. La nuova release, anch’essa griffata My Graveyard Productions, si intitola simbolicamente ‘The Steel Is Back!’ e non sposta di una virgola il discorso iniziato dalla band due decenni or sono.

Il five-piece offre un sanguigno heavy metal anni ’80 con riferimenti a Saxon, Iron Maiden e Judas Priest; ce lo propone con un sano entusiasmo e tutta la grinta dei veterani attraverso dieci canzoni che di originale non hanno proprio nulla ma sono dannatamente intriganti nella loro semplicità e nei chorus sempre azzeccati. Puro e semplice heavy metal dunque: canzoni brevi irrorate da energici tappeti di riff e assoli orecchiabili, una voce, quella di Luca Bonzagni, potente e interpretativa, un mosaico in cui si incastona alla perfezione la tellurica sezione ritmica retta da Angelo Franchini e Luca Ferri.

Quaranta minuti di sano headbanging in cui fondamentalmente non fa una gran differenza ascoltare una rockeggiante ‘Hold Her’ o un’epica ‘Night Owl’, perché gli emiliani inanellano una serie di episodi di facile presa e pieni di adrenalina, senza inventare proprio nulla ma con tutta l’onestà e la coerenza di chi, il metallo pesante lo ha vissuto fin dagli inizi.

Ancora una volta un platter suggerito sia agli headbangers di vecchia data che alle nuove leve, perché possano avvicinarsi a un altro pezzo di storia dell’heavy metal italiano.

Voto recensore
7
Etichetta: My Graveyard Prod. / Masterpiece

Anno: 2007

Tracklist: 01.Kill Them All 02.Over My Sins 03.Raptor 04.Hold Her 05.Next Time Don’t Lie 06.Let It Down 07.Three Times 08.Night Owl 09.Hands High 10.Agony

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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