Hyades – Recensione: The Roots Of Trash

Non si possono certo definire una sorpresa i "nostri" Hyades. Che fossero tra le più interessanti realtà del revival thrash anni ottanta lo si sapeva da tempo e l’uscita recente di molte band mediocri non fa che aumentare il valore di un gruppo che invece dimostra di aver approfondito la materia con sincera passione e competenza. Non aspettatevi la minima innovazione, sia chiaro, ma gli Hyades riescono a scrivere canzoni dai richiami sufficientemente distanti da sfuggire l’accusa di cloni di questo o quel gruppo. Quando in una manciata di brani si riescono a cogliere rimandi che passano dalla scena classica della Bay Area, ai Sacred Reich, agli Overkill, ai tedeschi Tankard e Destruction, senza lesinare qualche accenno al techno-thrash più evoluto della fine degli anni ottanta, vuol dire che nulla è stato lasciato al caso. Nonostante l’alone leggero e scherzoso di alcune canzoni è proprio questa grande serietà a destare impressione: non ci sono in Italia (ma non solo) tante band che possono mettere all’occhiello un risultato tanto professionale dal punto di vista tecnico ed esecutivo. Nel mucchio spiccano per doti d’immediatezza brani come "A.F.M.S.", "United In The Struggle" e "The Problem Is You", ma davvero tutta la scaletta non mostra momenti eccessivamente deboli e l’ascolto è godibile fino alla fine. O quasi, visto che la cover di "Come Out And Play" degli Offspring ci pare davvero bruttina e inadatta al sound e gruppo. Non c’è dubbio comunque che gli Hyades siano un gruppo dal respiro internazionale che fa la sua bella figura se messo a confronto con il meglio che gira oggi nel genere. Certo i mostri sacri di tanti anni fa sono ancora un punto di riferimento lungi dall’essere scalzato, ma se per voi il genere è da sostenere nei suoi punti di qualità attuali, quello degli Hyades è uno dei primi nomi che dovete segnarvi.

Voto recensore
7
Etichetta: Mausoleum / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist: 01. Long Way Back Home
02. I Belong To No One
03. A.F.M.S.
04. United In The Struggle
05. The Probelm Is You
06. The Great Deceit
07. Still In The Trash
08. Alive But Dead
09. Worse Than The Silence
10. The Moshing Reel
11. Come Out And Play
Sito Web: http://www.myspace.com/hyadesband

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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