M.O.D. – Recensione: The Rebel You Love To Hate

Non c’è nulla di più fastidioso dell’ironia saccente, soprattutto se viene accompagnata dalla mancanza totale di idee interessanti. Stiamo parlando ovviamente dei nuovi M.O.D.: Billy Milano sembra infatti aver riformato la band per prendere in giro principalmente se stesso. Non capiamo infatti il senso di questa raccolta di luoghi comuni spacciati per innovazione: satira politica, accuse al mainstream musicale e alle tendenze imperialiste delle multinazionali… tutti argomenti sfruttati e sviscerati dai tempi dei Dead Kennedys e che ormai servono solo a creare il cliché della band contro ma con cervello. Purtroppo non basta il sarcasmo per risultare intelligenti o divertenti ed anzi la banalità delle composizioni finisce per rendere il tutto piuttosto avvilente. Peggio ancora è infatti il lato musicale. Qui siamo fermi ai Biohazard di ‘State Of The World Address’ con una spruzzatina di rap-metal, thrash e tanto di siparietti scemi alla ‘I’m The Man’. Di questa reincarnazione si poteva davvero fare a meno.

Voto recensore
4
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist: Wigga
Rebel You Love To Hate
Making Friends Is Fun
De Men Of Stein
Rage Against The Mac Machine
Get Ready
Ass-Ghanistan
He's Dead Jim
Get Ready (almost live)
Rebel (Radio - 808 edit)
Rage Against The Mac (Radio edit)VWigga (Radio edit)
Rebel You Love To Hate (Radio edit)

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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