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Nemesea – Recensione: The Quiet Resistance

“The Quiet Resistance” è il terzo studio album degli olandesi Nemesea, gothic metal band che nei suoi quasi dieci anni di attività non ha fatto altro che seguire le orme di più blasonati colleghi, connazionali e non. Tra echi di Within Temptation, Evanescence, Nightwish, i nostri hanno comunque sempre portato a casa la pagnotta, mostrandosi una band interessante per gli abituali fruitori del genere. Il nuovo disco non interrompe questa tendenza, pur presentando in modo più marcato una componente elettronica e in massima parte ammorbidendo il sound verso un pop/rock tinto di nero, ficcante e canterino. Lo capiamo subito dalla prima traccia “Caught In The Middle”, dotata di un refrain che vi si imprimerà in testa già dopo un solo ascolto, dove la brava Manda Ophuis mostra subito la sua invidiabile estensione vocale, rivelandosi senza dubbio il punto di forza del platter. Tra chitarre leggere leggere, intrusioni elettroniche ruffiane e un opus romantico quanto basta, la band confeziona una serie di tracce gradevoli e accattivanti. Abbiamo per esempio “Whenever”, dal piglio molto catchy e zuccheroso ma efficace nelle parti di synth e nelle voci divise tra Manda e l’interprete maschile, ancora “It’s Over”, enfatica e commovente insieme alla ballatona strappalacrime “Stay With Me”. In coda c’è spazio anche per la sperimentazione con il brano industrial “2012”, per la verità con poche opportunità di ottenere consensi presso i club alternativi e “Allein”, un pezzo “tanz metall” kitsch ma divertente, che vede la bella Manda duettare con…no, non si tratta di Till Lindemann, ma di Heli Reißenweber, frontman della tribute band Stahlzeit, praticamente i cloni dei Rammstein. Ben attenti a dare un colpo al cerchio e uno alla botte, i Nemesea sfornano un lavoro che vince in termini di intrattenimento. Ovvio che se le vostre preferenze vanno a prodotti che vantano uno spessore artistico rilevante, dovrete per forza di cose volgere lo sguardo altrove.

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