Spektralized – Recensione: The Puzzle

Gli Spektralized sono una band che si potrebbe etichettare in molti modi, sebbene venga utilizzato il denominatore di future pop. I norvegesi, attivi dal 1994, si sono costruiti un certo seguito presso la nicchia di pubblico che segue le loro sonorità, per la cronaca fortemente influenzate dai mostri sacri della wave elettronica degli anni ’80, con echi di Depeche Mode, O.M.D. e Tears For Fears, ma anche robusti innesti EBM al passo con i tempi, tenendo presente la lezione dei Covenant. Il nuovo “The Puzzle” è un album senza dubbio vario da questo punto di vista, ma non tutti gli episodi sono all’altezza. La band indovina una serie di tracce che hanno dalla loro una costante gradevolezza, a loro volta guidate da un paio di singoli sornioni al punto giusto, come la scatenata e rockeggiante “Fire” e la ballad “Special Feeling”. Per il resto, i brani riescono ad essere buone manifestazioni del genere ma le sorprese sono proprio poche. La band compie il suo dovere a livello di formalità e il nuovo album non fallisce l’intento di essere un buon diversivo ai soliti ascolti. Ritornelli intriganti e un certo romanticismo di fondo rendono “The Puzzle” abbastanza divertente e appetibile, senza grosse pretese artistiche ma migliore di molti prodotti gonfiati dagli addetti ai lavori.

Voto recensore
6
Etichetta: A Different Drum / Audioglobe

Anno: 2010

Tracklist: 01. Destructor
02. Virtual L
03. Turn to Stone
04. Special Feeling
05. Stranded
06. All So Wasted
07. The End Will Fall
08. Fire
09. Within All
10. Spirits
11. Like an Animal
12. Demon Sky (Warpcore Live Edit)
Sito Web: http://www.myspace.com/spektralized

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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