Cynic – Recensione: The Portal Tapes

Esce a nome Cynic, ma “The Portal Tapes” è in realtà il già noto demo confezionato a metà anni novanta come Portal che però non riuscì ad attirare l’attenzione delle case discografiche, rimanendo di fatto un inedito di lusso.

Giudicare un prodotto come questo completamente decontestualizzato non è facile, ma la prima considerazione che salta in mente è che i Portal avessero ben pochi elementi di contatto stilistici con la band che aveva prodotto “Focus” e semmai alcune scelte possono apparire come anticipazioni di quello che poi sarebbe stato il rientro degli ultimi anni (senza dimenticarsi di progetti come Aghora e Gordian Knot).

La direzioni presa all’epoca aveva infatti evidenziato una sterzata sostanziosa verso orizzonti prog rock dal tono delicato e finezze d’atmosfera che per un amante del metal potevano essere da capelli dritti in testa. L’inserimento poi di un suadente cantato femminile dava il colpo di grazia. Definire un lavoro come questo “moscio” e inconcludente è il minimo che si potesse fare.

Ascoltati oggi invece di “The Portal Tapes” acquistano invece un significato differente, non fosse altro perché nella sua non eccelsa qualità (concedetecelo) le canzoni qui inserite possedevano un certo quid che lasciava ben sperare per un futuro più decisamente progressive (come poi è stato).

Il limite rimarcabile di brani comunque buoni come “Karma’s Plight”, “Endless Endeavors”  o “Cosmos” è infatti quello di essersi fermati a metà percorso, mettendo in atto una trasformazione stilistica tanto forte quanto ancora indefinita. Altri momenti sono invece talmente dedicati all’intenzione di un’atmosfera rarefatta e quasi pop da non riuscire proprio a toccare le corde giuste in un amante del rock in qualsiasi sua forma (una song come “Mirror Child” non riusciamo proprio a digerirla).

Di per sé ci pare quindi che “The Portal Tapes” si un lavoro non fondamentale e definibile piuttosto noioso, ma nell’ottica filologica e completista che spesso anima i più incalliti sostenitori rimane comunque un prodotto di un certo interesse storico.

Voto recensore
6
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2012

Tracklist:

01. Endless Endeavors
02. Karma's Plight
03. Circle
04. Costumed in Grace
05. Cosmos
06. Crawl Above
07. Mirror Child
08. Road to You
09. Belong
10. Not the Same


Sito Web: http://www.cyniconline.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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