The Pineapple Thief – Recensione: Your Wilderness

Con una regolarità ineccepibile e invertendo in parte quella transizione tra prog rock dai tratti psichedelici a pop rock tecnico dai gustosi arrangiamenti orchestrali che avevano messo in atto con gli ultimi lavori, tornano in questa afosa estate gli autunnali The Pineapple Thief visti di recente in ottima forma sul palco del Be Prog! My Friend festival di Barcellona.

Bruce Soord non stravolge assolutamente la sua cifra compositiva ma c’è da rimarcare come il contributo di ospiti esterni doni un flavour più interessante a “Your Wilderness”, loro undicesima pubblicazione e di cui segnaliamo una deluxe edition composta da un bonus EP dal titolo “8 Years Later” che, oltre a richiamare i precedenti “8 Days” e “8 Days Later” è composta da un’unica traccia dal carattere progressive/ambient. Tra i guest segnaliamo Geoffrey Richardson dei Caravan, Darran Charles dei Godsticks, il clarinettista John Helliwell dei Supertramp e, su tutto l’album, l’apporto alla batteria di Gavin Harrison (Porcupine Tree, King Crimson).

E proprio il contributo del batterista inglese dona un dinamismo ritmico che è sempre mancato ai lavori dei Pineapple Thief donando a Soord la possibilità di spingersi anche su territori finora inesplorati. Sul singolo “In Exile” l’eterea voce del mainman segue un andamento dispari e uno sviluppo che rende perfettamente l’idea di quanto scritto poco sopra; anche “No Man’s Land” nella parte finale subisce un’accelerazione proprio dove di solito le composizioni dei nostri si arenavano o non venivano sviluppate a dovere (peccato solo per il finale eccessivamente troncato).

“Tear You Up” mantiene il livello di “Your Wilderness” davvero alto e mi sbilancerei, vista la conoscenza dell’intera discografia, nel dire che forse queso è il punto più alto della parabola compositiva di Bruce Soord (ultimamente anche ricercato uomo remix di artisti come Opeth, TesseracT, Katatonia, ecc…); “Take Your Shot” con un sentito assolo di Charles bolla come promosso a pieni voti un album che non stravolge il trademark degli inglesi ma lo proietta su un livello superiore e anche l’ascoltatore ne esce rincuorato dopo il borioso e quasi inascoltabile primo album solista di Soord dell’anno scorso.

The Pineapple Thief - Your Wilderness

Voto recensore
8
Etichetta: Kscope

Anno: 2016

Tracklist: 01. In Exile 02. No Man’s Land 03. Tear You Up 04 That Shore 05. Take Your Shot 06. Fend For Yourself 07. The Final Thing On My Mind 08. Where We Stood
Sito Web: http://pineapplethief.com

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Rage

    Album notevole, condivido il principio generale della recensione (che inspiegabilmente si ferma alla quarta traccia). Non sono assolutamente d’accordo sul giudizio sull’album solista di Soord, che è una sorta di lavoro “intimo” dei Pineapple Thief e da cui questo album ha tratto evidente ispirazione e giovamento, essendone l’ideale prosecuzione.

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  2. Alberto Capettini

    Ciao Rage, la recensione non si ferma ad una determinata traccia ma ho cercato semplicemente di sottolineare i momenti migliori; trovo inutile e noioso fare un completo track by track quando un album ha un andamento generale molto coeso. Mi spiace tu non sia d’accordo sul giudizio dell’album solista di Soord ma la penso esattamente all’opposto… meno male che YW (per me) non è il proseguimento di quel lavoro ma uno dei migliori lavori partoriti dai TPT (e avendoli tutti ho abbastanza chiaro il loro processo evolutivo)

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