Symphony X – Recensione: The Odissey

Dopo l’ottimo “V: The Mythology Suite” gli americani Symphony X pubblicano una “Metal Opera” dal sapore estremamente classico. Le canzoni sono frutto di una selezione di alcuni episodi principali dell’Odissea interpretati un tantino alla “americana”, togliendo forse un po’ troppo di quel sapore antico e affascinante delle gesta omeriche a causa di una estremizzazione della componente neoclassica e pomposa. Rispetto ai lavori precedenti la novità principale è un indurimento complessivo del sound sia nei riff di chitarra sia nella voce, maggiormente aggressiva ma allo stesso tempo melodica e profonda. È proprio la prestazione di Sir Russel Allen a stupire maggiormente insieme al solito ottimo lavoro compositivo della coppia Romeo/Pinnella. A dir la verità non tutte le canzoni sono apprezzabili. Anzi molto spesso ci si lancia in un turbinio di improvvisazioni che in qualche caso risultano stucchevoli e fuori luogo. Ad esempio nel lunghissimo pezzo finale (24 minuti!), ci sono alcuni episodi pregevolissimi e indice di una classe non indifferente (soprattutto nelle linee vocali e negli arrangiamenti) ma che poi sfociano in un terremoto di note e tempi progressive forse un tantino banali. Splendido la rielaborazione di “Accolade”, lavorata sulle melodie precedenti portate in tonalità diverse e con un testo diverso. Dunque una conferma per la band americana, oramai leader dell’ambito power/progressive mondiale.

Voto recensore
8
Etichetta: Inside Out/Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist:

Inferno (Unleash The Fire)
Wicked
Incantations Of The Apprentice
Accolade II
King Of Terrors
The Turning
Awakenings
The Odissey


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