Lake Of Tears – Recensione: The Neonai

Il nuovo album dei Lake Of Tears si presenta con un artwork da orgasmo freak-psichedelico che molto si “ispira” a Gong e Ozric Tentacles, senza però tenere del tutto fede a questa premessa visiva: il contenuto musicale infatti scorre leggero (o indeciso?) fra sprazzi di danzabile pop-wave ottantiano e liquide derive (spudoratamente?) floydiane più o meno macchiate di chitarre dalla distorsione gentile. Ovviamente (ovviamente?) di quando in quando fa capolino una soave ugola femminile ad aumentare lo spessore onirico delle tracce e la scorrevolezza dell’ascolto. Il punto è che la band non riesce a decidere quale riva del proprio sound colonizzare con piena convinzione, tantomeno a creare una fusione vera e propria tra i vari elementi proposti, finendo col proporre un cd gradevole quanto inoffensivo. Niente di davvero brutto o sbagliato, in ‘The Neonai’, ma neppure nulla che possa giustificare l’acquisto.

Voto recensore
5
Etichetta: Black Mark / Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist: Return Of Ravens / The Shadowshires / Solitude / Leave A Room / Sorcerers / Can Die No More / Natahlie And The Fireflies / Let Us Go As They Do / Down The Nile

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi