Breach The Void – Recensione: The Monochromatic Era

Industrial- Future Metal. Questa potrebbe essere l’etichetta affibbiabile alla band svizzera dei Breach The Void. Una band che pur essendo attiva dal 2007 esce solo ora con il full lenght di debutto, intitolato “The Monochromatic Era”. Una buona dose di basi elettroniche futuristiche, trigger violento e spudorato, chitarre fin troppo in sottofondo ed eccessivamente “metalliche” e finte. L’ispirazione maggiore di questi ragazzoni è di sicuro una, ossia quella dei Fear Factory, che insieme ai Meshuggah rimane un gran sorgente da cui bere. Sì, il disco non è prodotto male (Tue Madsen, il quale s’è occupato di band come The Haunted e Sick Of It All), ma rimane pur sempre un disco che rasenta la sufficienza, considerato che il songwriting è assai acerbo, la ruffianaggine è a livelli molto alti (il solito ritornello clean che potrebbe far storcere il naso a molti, e far raddrizzare il ciuffo emo ad altri) e i suoni a lungo andare risultano non troppo omogenei. Basterebbe davvero qualche accorgimento in più per rendere l’album non dico notevole, ma almeno discreto/buono. E’ pur sempre il primo disco in studio, siamo fiduciosi per il futuro.

Voto recensore
5
Etichetta: Coroner Records

Anno: 2010

Tracklist:

01. Propagate

02. Subversive Mind

03. Retribution Engine

04. Ruins

05. Digital Structures

06. Falling

07. EC-10

08. Customized Genotype

09. Spirals

10. System Failure


Sito Web: http://www.myspace.com/breachthevoid

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