Veér – Recensione: The Measure Of Waste

Gli ungheresi Veér sono un combo black metal al debutto ufficiale con “The Measure Of Waste”, sebbene la carriera discografica di questi musicisti sia iniziata col precedente progetto, Ravenshades, attivo nella prima metà del decennio scorso.

Il sound del quintetto non rappresenta certo una ventata d’aria fresca nel genere, quanto piuttosto un excursus delle ultime tendenze estreme, come ad esempio il gusto per tempi rallentati e groovy (che riportano alla mente l’operato di Tulus e Khold), l’ampio ricorso a pattern melodici dissonanti (Deathspell Omega docet) e un atteggiamento complessivamente basic e minimalista.

In realtà i brani contenuti in “The Measure Of Waste” risalgono al 2009, e sono già stati editi in tiratura limitata, con distribuzione più che altro locale. Contando sui buoni riscontri di band come i Kolp, con cui i Veér condividono vocalist (Jim Jones) e batterista (Knot), la Neverheard Distro ripropone l’album di debutto, con nuovi artwork e design, conferendo al prodotto un taglio nettamente più interessante e professionale.

Dando una rapida scorsa ai titoli delle composizioni, si intuisce la preferenza per concetti e temi come apatia, misantropia, autodistruzione e dolore, che non a caso trovano la loro migliore traduzione in musica nei momenti più rallentati, nei quali i Veér riescono a costruire atmosfere genuinamente oppressive e malate. Ottime in questo senso “We’ve Lost In Light”, “…All These Things Will End” e “Praise Be To Roach”, in cui i riff grezzi e taglienti di Paga ed Elzeril assolvono bene il loro compito.

Altrove la band tenta di inseguire lo spettro del black old style (Immortal), aumentando considerevolmente la velocità esecutiva, a discapito però della qualità e della varietà, con brani che si assomigliano davvero troppo, e finiscono per strappare qualche sbadiglio di troppo (“Obsessed In Peace Of Mine”, “Flesh Dominates”), complici anche le performance semplici e fin troppo lineari di Jim Jones al microfono.

Proprio come per la loro vecchia incarnazione Ravenshades, le idee messe in campo non sono molte, e nemmeno molto fresche, occorrerebbe perciò maggiore brillantezza e lucidità esecutiva, caratteristiche che a volte sfuggono di mano ai Veér, condannandoli a una mediocrità dalla quale potranno affrancarsi solo ricorrendo a soluzioni necessariamente più personali e peculiari.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Neverheard Distro

Anno: 2012

Tracklist:

01. We’ve Lost In Light

02. Pull The Trigger

03. ...All These Things Will End

04.Novaya Zemlya

05. Obsessed In Peace Of Mine

06. Praise Be To Roach

07. Flesh Dominates

08. Revelation

09. This Spring Is The Last

10. Outro


Sito Web: http://www.myspace.com/veerhun

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