Moonlight Comedy – Recensione: The Life Inside

Dopo sei anni di attività, giungono al primo full-length i nostri connazionali Moonlight Comedy, una band (come lascia presagire il moniker) davvero raffinata e “teatrale” nell’esporre la propria essenza musicale. Tale essenza si può accostare ad un power/prog metal che propende verso la seconda componente, ricco di melodia, intrigante e piacevole all’ascolto. Le principali influenze della band sono percepibili nei Dream Theater di ‘Images And Words’ (omaggiati già nei tappeti di riff dell’opener ‘Oceans’), negli Stratovarius più “epici” e sinfonici (prendiamo ‘Episode’ e ‘Visions’ come termini di paragone) e in alcune spruzzate di neoclassico alla Malmsteen, udibili ad esempio nelle parti di chitarra e tastiera della magnifica ‘Second Shadow’. Il sound del combo tricolore poggia su numerose sfaccettature, su “duelli” tra l’axe man Simone Fiorletta e il tastierista Gianluigi Farina, eppure non risulta eccessivamente complicato all’ascolto, vuoi per la contrapposizione tra le parti più squisitamente prog a dei refrain intensi e di presa per l’ascoltatore. Ottima a nostro giudizio la prova del singer Emiliano Germani, dotato di un timbro interpretativo e personale (convincente sia nei momenti più soffusi che in quelli aggressivi), che ci stupisce addirittura con una breve divagazione in growl nella già citata ‘Second Shadow’. Un lavoro ben svolto dunque, forse non eclatante in termini di originalità ma senz’altro sopra la media. Consigliati.

Voto recensore
7
Etichetta: Lion Music / Frontiers

Anno: 2004

Tracklist:

01.Oceans
02.Hidden Truth
03.Masters Of Your Mask
04.Second Shadow
05.Adam’s Rib
06.The Divine Comedy
07.The Wizdom Of The Wize
08.Immortal Child
09.Into The Life Pt.1


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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