Chinchilla – Recensione: The Last Millenium

Giunti al loro terzo album i tedeschi Chinchilla confermano di essere una band dalle poche pretese. I 45 minuti e passa di questo “The Last Millenium” rimangono appesi nello stomaco dell’ascoltatore come l’olio nell’acqua a causa della loro musica ormai trita e ritrita. Il loro è il tipico power di ispirazione teutonica carico di melodia e di suoni sporchi e rozzi. Se non fossero così “poveri” di idee sembrerebbe di stare ascoltando una cover band dei Primal Fear. In questo disco ci sono tutti i cliché del genere: testi pacchiani e senza senso ripetuti all’infinito, voce potente e leggermente sporca (almeno su cd), doppia cassa abusata fino alla noia, coretti di voci bianche da quattro soldi e basso inesistente. Dicono le fonti che questi personaggi abbiano suonato con gruppi del calibro di Vanden Plas, Scorpions, Saxon, Edguy; sinceramente non vedo come abbiano potuto farlo a meno che i gruppi citati fossero reduci dall’October Fest, festa teutonica della birra per eccellenza. In molti ormai pensano di cavarsela con i soliti riff ormai inascoltabili e stancanti, dei ritornelli che costituiscono la canzone (“Demons We Call” è; ripetuto all’infinito e sembra essere l’unica parte del pezzo che non presenta variazioni) e copiando spudoratamente i precursori o i gruppi storici. Di buono questo disco ha che comunque mantiene una orecchiabilità generale in quasi tutte le canzoni ma ovviamente non basta per salvarlo. Purtroppo non possiamo cavarcela neanche con “gli amanti del genere dovrebbero ascoltarlo” perché sinceramente se qualcuno comprasse questo cd ci farebbe sentire con la coscienza sporca.

Voto recensore
5
Etichetta: Metal Blade / Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: The Last Millenium War Machine Demon’s We Call Nighttrain Of Death Father Forgive Me After The War Victims Of The Night The Boys Are Back In Town They Are Liars The Nighest Price


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