Sagittarius – Recensione: The Kingdom Come

Il neofolk può essere un’arma a doppio taglio. La riproposta di suoni legati al folclore e alla leggenda dovrebbe essere fatta con un certo puntiglio, favorendo magari la varietà delle canzoni oppure puntando in toto sul riscontro emozionale. Il rischio è quello di incappare nella trappola in cui cadono i tedeschi Sagittarius, four-piece attivo dal 1998 e affascinato dal medioevo, nonché dal folk nei suoi risvolti più crepuscolari. “The Kingdom Come”, terzo album al loro attivo, è inappuntabile da un punto di vista formale, ma anche, spiace constatarlo, terribilmente noioso. Sarà che diciotto canzoni per oltre un’ora di ascolto possono rappresentare un certo ostracismo, ma rileviamo come l’ensemble non misceli a dovere gli strumenti d’epoca finendo per inanellare una serie di tracce molto simili in cui vi è una base di strumenti a fiato (in prevalenza flauto di Pan) su cui si adagiano poi gli arpeggi di chitarra acustica e le percussioni. Il tutto è realizzato con perizia, tuttavia ripetitivo e le variazioni ritmiche sono pressoché inesistenti. “The Kingdom Come” suggerisce un continuo, pesante senso di malinconia. Non che questo sia un male, ma detta sensazione è una costante che elude ogni possibile modifica o sprazzo di personalità. I Sagittarius suonano con buon mestiere, non manca nemmeno l’alternarsi di voci, maschile, baritono e femminile, eppure il risultato lascia a desiderare. Un disco che potrà interessare i fruitori del genere, seppure inficiato da un senso di lentezza e prevedibilità che ne impedisce il decollo.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Cold Spring Records

Anno: 2011

Tracklist:

01. Das Wort
02. An Die Parzen
03. Der Heautontimorumenos
04. Uni Ja Kuolema
05. Der König In Thule
06. The Song Of Wandering Aengus
07. Valse Brilliante
08. Seelied
09. The Children Of The Sea IV (Echo)
10. Grabgedicht III
11. Du Schlank Und Rein Wie Eine Flamme
12. Harvest Moon Rises
13. To Aoide
14. Tagelied
15. Ist Alles Stumm Und Leer
16. Exodus
17. An Die Deutschen
18. Outro


Sito Web: www.sagittarius.de

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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