The Interrupters: Live Report e foto della data di Milano

Il 20 giugno Milano è stata assediata perlopiù dai fan dei Mötley Crüe e dei Def Leppard (qui potete leggere com’è andata), ma questo non ha impedito agli americani The Interrupters di registrare un “modesto” sold out all’Alcatraz, dimostrando che nel tempo si sono fatti conoscere per bene dal pubblico italiano.

Dopo essere stati introdotti dal gruppo italiano The Bluebeaters, che aveva già scaldato gli animi dei presenti con il suo sound Ska, sono subito entrati in scena, ammaliati dalla vista di un tutto esaurito che ha scaldato i cuori (più di tutti alla cantante Aimee). Questo li ha portati a dare il massimo, iniziando carichi proprio con una traccia che è stata una dichiarazione d’intenti, ossia cominciare una scaletta energica con “Take Back the Power”.

THE BLUEBEATERS SETLIST

1 – Sette Bastardi

2 – Un giorno in Più

3 – Somebody Has Stolen My Girl

4 – World’s Fair

5 – The Model

6 – Old Rocking Chair

7 – WLTO

8 – Trinity

9 – Teenage Kicks

10 – Toxic

11 – Catch That Teardrop

12 – True Confession

13 – Reward

Anche durante lo spettacolo degli headliner non c’è stato tempo per rilassarsi e la performance è stata tutta accompagnata dai balli e dalla carica del pubblico, in una serata con quasi totale assenza di cellulari e invece gremita di stage diving, che ha riportato il locale in un’atmosfera anni ’90. Questo sembra proprio il segno che il punk stia rivivendo (ancora) una nuova vita e, il talento dei The Interrupters è stato rimarcato negli anni sia dai Green Day (che li avevano voluti come supporter in un tour precedente) che dai Rancid, che li hanno scritturati nella loro etichetta e il cantante Tim Armstrong, spesso e volentieri, ha fatto pure delle comparsate nei loro album. Ovviamente non bastano le sole referenze: la band si è dimostrata valida proprio per aver indovinato una formula punk rock /ska costellata da buoni ritornelli, che ha permesso di far piacere anche le ultime uscite, non soltanto quelle “storiche”. Ci sono stati momenti intensi anche per gli ultimi singoli “In The Mirror” e “Raised By Wolves”, dove Aimee Allen ha diretto, come una direttrice d’orchestra, i cori del pubblico a tempo. Una frontwoman dinamica, che si è dimostrata davvero partecipe dello show, non tanto per una sorta di carisma, ma proprio per il suo modo di essere amichevole e cordiale con tutti, quasi volendo autocitarsi con la canzone “Friend Like Me”, quando si è aggirata qua e là per il palco dell’Alcatraz e tutti i fan delle prime file, hanno avuto modo di stringerle la mano e cantare insieme a lei.

Vengono passati in rassegna tanti pezzi energici, come “On a Turntable” e “By My Side”, per poi passare a un momento più soft con la recente “Alien” e concludere il set con una cover di “Hallelujah” (non prevista in scaletta), rivista intimamente solo dalla voce di Aimee e dalla chitarra del marito Kevin Bivona.

A seguire c’è stato un bis di altri tre brani, che ha visto la sua conclusione con il loro brano più famoso “She’s Kerosene”, degno finale per ricordare che la band, e soprattutto la cantante, sono delle bombe!

Setlist:

1 – Take Back the Power

2 – Title Holder

3 – White Noise

4 – Judge Not

5 – On a Turntable

6 – Kiss The Ground

7 – In The Mirror

8 – Raised By Wolves

9 – Anything Was Better

10 – She Got Arrested

11 – By My Side

12 – Let ‘Em Go

13 – Easy on You

14 – Got Each Other

15 – Gave You Everything

16 – Alien

17 – Hallelujah

18 – A Friend Like Me

19 – Family

20 – She’s Kerosene

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