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Witherscape – Recensione: The Inheritance

Dietro al monicker Witherscape e una copertina vagamente alla Dissection c’è una delle più prolifiche menti del panorama metallico scandinavo (e non solo): Dan Swanö. Cantante, polistrumentista e produttore, il buon Dan ha una carriera e un curriculum con ben pochi eguali, nel mondo della musica pesante, e anche in questa occasione il suo caratteristico tocco magico riesce a graziare il nuovo progetto artistico, imbastito assieme a Ragnar Widerberg.

Le coordinate stilistiche attorno alle quali si snoda “The Inheritance”, debutto discografico a firma Witherscape, appaiono come un’ottima quanto sorprendente sintesi delle varie anime di Swanö. Al suo interno troviamo infatti molti richiami e influenze death (Edge Of Sanity e “Moontower”), ma anche a quel particolare dark-gothic AOR tipico degli ultimi Nighingale.

Le somiglianze col passato non finiscono qui, perché anche a livello tematico “The Inheritance” mostra grande continuità con la discografia storica di Swanö, essendo anch’esso un concept a tinte dark (scritto da Paul Kuhr dei Novembers Doom), che narra la storia di un ricco svedese del tardo Ottocento, che entra in possesso della classica casa infestata da presenze sovrannaturali. Una ghost-story da manuale, quindi, degna del miglior M.R. James o, per rimanere in ambito musicale, dei primi Opeth.

Musicalmente Dan e Ragnar propongono un compatto impasto sonoro, basato su un riffing carico di groove e altrettante aperture melodiche (supportate occasionalmente dalle tastiere), in grado di sostenere al meglio sia il redivivo growl di Swanö, sia le sue più consuete clean vocals. In entrambi i casi l’ugola dello svedese si conferma all’altezza della sua fama, con un’interpretazione sempre efficace e a tutto tondo.

Trattandosi di un’unica story-line risulta difficile isolare qualche traccia in particolare, in quanto “The Inheritance” andrebbe per sua natura ascoltato nella sua interezza, sebbene l’esperienza e il talento dei musicisti coinvolti si traduca anche nella lucidità della felice giustapposizione delle parti, grazie alla quale l’opener “Mother Of The Soul” è un perfetto biglietto da visita dell’intero lavoro, a cui fa seguito un progressivo immergersi nelle sue trame, con vari saliscendi emozionali (“Dying For The Sun”, “The Wedlock Observation”), fino a raggiungere, senza sforzo o fatica, la conclusione della storia, con l’atmosferica title-track.

In conclusione “The Inheritance” è un disco che non può mancare nella collezione di ogni fan di Swanö e delle sue band, ma anche di tutti gli estimatori del metal fatto con gusto, competenza e passione.

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