Prey – Recensione: The Hunter

Il disco d’esordio degli svedesi Prey potrebbe di diritto essere inserito in una di quelle compilation che si fanno quando si devono intraprendere dei viaggi un po’ lunghi e c’è bisogno di un buon sottofondo musicale, una via di mezzo, per intenderci, fra i dischi spaventosamente cerebrali che hanno bisogno di tutta l’attenzione disponibile, e gli hit da radio.

Si tratta in generale di un disco di metal melodico, caratterizzato in generale da un senso di gradevole e facile ascolto. Tra gli elementi distintivi che spiccano fra i primi, si nota la voce di Thomas Nystroem, che richiama in parte quella di David Coverdale, a cui si accompagnano melodie molto varie, impreziosite da interessanti sottofondi di tastiere e da alcuni giutar solo molto originali, come quelli di ‘Forever In Heaven’ e di ‘I Am’. I richiami a certe colonne portanti dell’hard rock anni Ottanta sono abbastanza evidenti lungo tutto il corso del disco, ad esempio in ‘Reach Out’ e nell’importanza data alle tastiere in questo pezzo; tuttavia, altri elementi, soprattutto i pezzi più veloci, come ‘Fire And Flame’, che inizia con una musichetta da carillon a metà fra il film dell’orrore e la ninna nanna, fanno maggiormente riferimento al metal moderno. I Prey sono quindi abili nell’apprendere una lezione già utilizzata da altri, e nel plasmarla a loro piacimento dando origine a qualcosa di più personale ed originale.

E se, durante l’ipotetico viaggio intrapreso con i Prey come sottofondo, ci fosse bisogno di un momento di pausa, ci sono ‘Angel n.9’ e ‘Beside Me’, le due ballad (che poi diventano tre, visto che ‘Beside me’ è riproposta due volte, la seconda con l’aggiunta di una voce femminile), riferite rispettivamente al bisogno di allontanarsi da un mondo opprimente e a quello di non lasciarsi più sfuggire occasioni per trascorrere la propria vita con la persona amata.

La varietà dal punto di vista musicale, la buona tecnica da parte di tutti i musicisti, che non si lanciano in virtuosismi vorticosi, ma dimostrano lo stesso la loro creatività, una buona produzione e una generale cura dei dettagli formano quindi un buon biglietto da visita per questa nuova band, che ha molti punti di forza per il futuro. E adesso, buon viaggio.

Voto recensore
7
Etichetta: Music Avenue/ Mausoleum

Anno: 2005

Tracklist:

01. Fault-Line
02. Forever In Heaven
03. Turn Around
04. Reach Out
05. Fire And Flame
06. I Am
07. Beside Me
08. Liar
09. Coming Home
10. Angel N.9
11. Beside me


anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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