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Empty – Recensione: The House of Funerary Dreams

La De Tenebrarum Principio ci ha preso gusto e, dopo aver ripubblicato il precedente “The Last Breath of My Mortal Despair”, ora ci presenta il nuovo full lenght degli spagnoli Empty: “The House of Funerary Dreams”. Il passo in avanti rispetto al già buono predecessore c’è stato. Infatti gli Empty del 2009 suonano un black metal meno legato ai soliti nomi e alla tradizione “classica”, pur mantenendo un legame indissolubile con i Darkthrone più depressive e gli Emperor. La band punta molto più sulle atmosfere orrorifiche (la cover è una dichiarazione d’intenti senza dubbio, anche se un po’ troppo cartoonata) che non sui pezzi d’impatto che nelle precedenti comunque avevano un certo rilievo. Anche lo screaming di Drizzt si fa un po’ da parte per dare maggior rilievo all’ensemble strumentale della band. “The House of Funerary Dreams” segna un ulteriore evoluzione anche sul piano tecnico, soprattutto nella sezione ritmica, con un lavoro di basso del già citato Drizzt (ecco dove si è concentrato) molte volte al limite del prog. Comunque non spaventatevi adoratori della nera fiamma, il sound degli Empty non si è stravolto, se non guardiamo ai particolari, la band suona ancora del black metal puro al 100%, oscuro e maligno come pochi sanno ancora fare, senza punirci per nostra fortuna con produzioni scadenti. Un album decisamente piacevole e coinvolgente, per i palati più fini dell’orda nera metallica.

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