Devildriver – Recensione: The Fury Of Our Maker’s Hand

Tornano i Devildriver, nuova creatura di Dez Fafara in seguito allo scioglimento dei Coal Chamber, e tornano con un album che sostanzialmente riconferma l’impressione positiva lasciata dall’omonimo debutto: la formula compositiva che caratterizza ‘The Fury Of Our Maker’s Hand’ è infatti fondamentalmente la stessa utilizzata in passato, una miscela estrema di thrash, death e black, ma senza perdere di vista quel groove tipico di un certo nu metal (un’eredità evidentemente lasciata dalla precedente esperienza del cantante).

A questo vanno ad aggiungersi pregevoli ed inediti innesti, come l’uso frequente di momenti più melodici che fanno ad inframezzarsi alle violentissime sfuriate e addirittura l’uso sporadico di voce pulita, come nella conclusiva title-track.

Ottima inoltre la produzione e la prestazione dietro il microfono di Dez, versatile e convincente, ma manca ancora quel quid che permetta definitivamente alla band di staccarsi dalla massa ed emergere; consigliato soprattutto a chi aveva apprezzato l’esordio, ma sicuramente di questi tempi non una prima scelta.

Voto recensore
7
Etichetta: Roadrunner/Universal

Anno: 2005

Tracklist:

01.End Of The Line

02.Driving Down The Darkness

03.Grinfucked

04.Hold Back The Day

05.Sin & Sacrifice

06.Ripped Apart

07.Pale Horse Apocalypse

08.Just Run

09.Impending Disaster

10.Bear Witness Unto

11.Before The Hangman's Noose

12.The Fury Of Our Maker's Hand


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