Kamelot – Recensione: The Fourth Legacy

Tutto è cominciato da “The Fourth Legacy”. I Kamleot fino a quel momento erano una band semisconosciuta, che aveva pubblicato tre album senza infamia e senza lode di power prog metal, freddo e piuttosto scialbo. Nel 1999 iniziò la collaborazione con quel guru che di nome fa Sascha Paeth, che produsse ed arrangiò insieme al fido Miro il disco che lanciò nel firmamento del power raffinato ed oscuro la band capitanata dal chitarrista Thomas Youngblood e dal vocalist Roy Khan, rubato ai Canception. “The Fourth Legacy” contiene dieci brani di heavy sfavillante e di classe, sorretto da orchestrazioni epiche, ma mai ridondanti o pacchiane, che hanno creato quello che è ormai un marchio di fabbrica. La title track e “Night Of Arabia” sono diventate delle hit dei Kamelot, suonate puntualmente durante gli show, ma non sono da dimenticare la cadenzata e dirompente “Silent Goddess” o la speed sinfonica “Until Kingdom Come”, le altre gemme preziose di questo album, che, a dieci anni di distanza, non ha perso il proprio fascino e la propria freschezza. I Kamelot nel corso degli anni sono cresciuti, affinando il proprio sound ed il songwriting, ma i capolavori “Karma”, “Epica” e “Black Halo” sono tutti figli di “Fourth Legacy”.

Voto recensore
8
Etichetta: Noise

Anno: 1999

Tracklist: 01. New Allegiance (intro)
02. The Fourth Legacy
03. Silent Goddes
04. Desert Reign (intro)
05. Night Of Arabia
06. The Shadow Of Uther
07. A Saylor’s Hymn
08. Alexandria
09. The Inquisitor
10. Glory
11. Until Kingodom Come
12. Lunar Sanctum

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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