Ayreon – Recensione: The Final Experiment – Special Edition (ristampa)

Esattamente dieci anni fa uscì un po’ in sordina il pretenzioso lavoro solista di un nome abbastanza noto all’interno della scena metal europea degli anni ’80: Arjen Anthony Lucassen! Questo polistrumentista olandese, che aveva già fatto parte di Bodine e Vengeance, si lanciò in una sfida del tutto particolare al music biz (e che in effetti trovò sulla sua strada molti riscontri ostici da parte delle case discografiche) e cioè realizzare sotto il monicker di Ayreon una rock opera ambiziosa che spaziava dal folk, al rock classico, dalle orchestrazioni fino ad arrivare al metal (in preponderanza). Questa fu la genesi di ‘The Final Experiment‘ ed il tempo sembra aver dato ragione a Lucassen che è riuscito a realizzare altri sei lavori a nome Ayreon (in aggiunta ad interessanti progetti paralleli come Ambeon e Star One) riuscendo a reclutare nomi altisonanti del panorama rock/metal odierno, mentre per il CD che stiamo prendendo in considerazione i guest erano perlopiù amici e vecchi collaboratori che parteciparono gratis perché credevano “artisticamente” al progetto. In questa riedizione è stato aggiunto un bonus CD (dalla valenza peraltro appena sufficiente) con la riproposizione semi acustica di alcuni stralci di ‘The Final Experiment‘ interpretati da altri/e cantanti: da segnalare in positivo le grandi interpretazioni di Astrid van der Veen (Ambeon) dal timbro pressoché identico alla nuova icona del rock italiano Elisa e della messicana Marcela Bovio già presente nel recente ‘The Human Equation‘.

L’album era/è aperto dalla pomposa intro ‘Prologue‘ epica e moderna insieme, caratteristica questa che è un po’ la protagonista dell’intero lavoro (‘The Banishment‘ ne è ottimo esempio) che inaugurerà un filone (quello della rock opera) entrato abbastanza in voga negli ultimi anni. Altro baluardo che tiene alta l’enfasi epica del lavoro è il tastierista Cleem Determeijer ottimo esecutore sia all’hammond (‘The Awareness‘) che al pianoforte (‘Swan Song‘) e che si produce in pregevoli “fughe” ai synth (‘Eyes Of Time‘) sempre doppiato dal solismo del sottovalutato Lucassen (mai preso seriamente in considerazione come chitarrista) soprattutto nella già citata ‘The Awareness‘ e in ‘Waracle‘. Le migliori prestazioni tra i singer ospiti sono, in ordine di apparizione, quelle di Edward Reekers (ex Kayak), Robert Soeterboek (Wicked Sensation), Leon Goewie (Vengeance) e Ruud Houweling (Cloudmachine) che eseguono le loro parti in un alternarsi di situazioni epiche (ante Rhapsody), hard rock figlio diretto di Led Zeppelin e Rainbow, psichedelia e prog alla E.L.P.; il tutto con un’organizzazione del concept (molto ben sviluppato anche nella suddivisione in parti delle tracce) che vede come protagonista un unico personaggio, il menestrello medievale Ayreon per il quale è d’obbligo un parallelo con ‘Tommy’ degli Who, che si muove tra passato (col corrispettivo in musica nelle parti più folk) e futuro (l’elettronica) in maniera del tutto originale (ricordiamoci che eravamo nel 1995).

Con questa edizione speciale di ‘The Final Experiment‘ la Inside Out termina la riproposizione del back catalogue di Arjen A. Lucassen (anche gli altri lavori sono stati ottimamente arricchiti ed “allungati”) artista eclettico del panorama metal odierno e che continua a portare avanti la sua opera polivalente non scontrandosi più coi freni contrattuali ed ideologici presenti nella scorsa decade.

Etichetta: Inside Out/Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

01. Prologue

02. The Awareness

03. Eyes of Time

04. The Banishment

05. Ye Courtyard Minstrel Boy

06. Sail Away To Avalon

07. Nature’s Dance

08. Computer-Reign (Game Over)

09. Waracle

10. Listen To The Waves

11. Magic Ride

12. Merlin’s Will

13. The Charm Of The Seer

14. Swan Song

15. Ayreon’s Fate

Semi-acoustic Bonus CD

01. Dreamtime

02. Eyes Of Time

03. The Accusation

04. Ye Courtyard Minstrel Boy

05. Sail Away To Avalon

06. Nature’s Dance

07. Waracle

08. Merlin’s Will

09. The Charm Of The Seer


alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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