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The End Machine – Recensione: The Quantum Phase

Terzo album per i The End Machine, che si presentano con un cambio importante nella line-up: al posto di Robert Mason c’è, infatti, il talentuoso cantante indiano Girish Pradhan, già protagonista con la sua band ma anche nell’ottimo album del 2023 dei Joel Hoekstra’s 13. Accanto a lui, l’esperienza e l’affidabilità della coppia George LynchJeff Pilson e la potenza del batterista Steve Brown.

The End Machine - "Killer of the Night" - Official Music Video

Il marchio Dokken è evidente, non mancano nemmeno stavolta muscoli e aggressività, con il riffing di Lynch, prossimo ai 70 anni ma non per questo meno energico, che martella in maniera quasi asfissiante, senza però rinunciare alla consueta incisività dei suoi assoli. L’atmosfera è di quelle cupe, da Apocalisse, ma su di essa si innestano le veloci fughe pilotate da Lynch con quell’urgenza che ha caratterizzato fin dall’inizio le sonorità della band. La qualità, quindi, non si discute: quello che manca, semmai, è quella varietà di colori che aveva contraddistinto le uscite precedenti, nonché qualche guizzo in più che avrebbe consentito di far breccia anche negli amanti del lato più melodico della band, un po’ trascurato in “The Quantum Phase”.

Fa eccezione la sincopata “Time” che sembra, con la sua successione di vuoti e pieni, richiamare i Van Halen dell’era Sammy Hagar, e rappresenta uno degli snodi più interessanti dell’album. Per il resto, questo terzo lavoro funziona più grazie all’impatto dell’insieme che all’efficacia di un singolo brano e l’urlo liberatorio di “Into The Blazing Sun” suona come la fine di una corsa sfrenata, l’arrivo di un treno rumoroso e potente.

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