The Haunted – Recensione: The Dead Eye

Può darsi che dopo avere tanto sentito parlare di ‘svolta’ nel suono dei The Haunted possiate pensare: "Tutto qui"?

E di conseguenza: "Ma che si credono di essere gli Slayer a fare album tutti uguali?".

In realtà dietro il neo-thrash di cui i nostri sono stati gli alfieri incontrastati si sente chiara la voglia di cambiare pelle senza strappi, di aggiungere elementi di novità nel suono, pur mantenendo l’approccio granitico che è comunque un marchio di fabbrica.

E dunque la staticità di ‘rEVOLVEr’, che celebrava il ritorno di Peter Dolving cercando di ripetere i fasti dell’esordio, viene spazzata via dalla sferzata tritaossa di ‘The Flood’, tanto per dire che da queste parti si è ancora capaci di fare thrash come pochi gruppi formatisi dopo il 1990.

Poi però si inizia a esplorare, e tante piccole sfaccettature vengono introdotte in quello che, intendiamoci, rimane un disco di thrash metal. Ma è indubbio che ‘The Crowning’ conquisti con il suo groove e il suo ritornello melodico e malinconico, come riuscitissimi sono i lunghi inserti acustici di ‘The Reflection’. In ‘The Prosecution’ il riff in crescendo accompagnato da tastiere ricorda addirittura qualcosa degli ultimi Dimmu Borgir, mentre ‘The Fallout’ fa pensare ai Nine Inch Nails nell’alternare atmosfere rarefatte a psicotiche esplosioni di violenza. Ci sono anche richiami al metal classico, e al groove del nu-metal (‘The Cynic’) per poi chiudere il cerchio col thrash core senza compromessi di ‘The Stain’ lasciando a ‘The Guilt Trip’ la conclusione con un riffone ribassato da fare paura ai Down. Nella ghost track si rischia addirittura il dark pop melodico per circa un minuto, ci immaginiamo come divertissement, ma chi può dirlo?

Insomma un ritorno da maestri, lavorando di cesello su un genere ormai giunto da anni alla maturità ma al quale i nostri riescono ad aggiungere sempre qualcosa. Se nell’esordio ‘The Haunted’ era stata l’esplosione di violenza a farli emergere, qui è piuttosto la padronanza della materia e la curiosità di inglobare nuove influenze senza snaturarsi a consacrare i The Haunted nel gotha del genere.

Tanto di cappello, uno dei pochi dischi thrash usciti nel nuovo millennio che valga la pena di ascoltare. Intervista con Anders Björler

Voto recensore
7
Etichetta: Century Media/Self

Anno: 2006

Tracklist: 01. The Premonition
02. The Flood
03. The Medication
04. The Crowning
05. The Reflection
06. The Prosecution
07. The Fallout
08. The Medusa
09. The Shifter
10. The Cynic
11. The Failure
12. The Stain
13. The Guilt Trip

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