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Lonewolf – Recensione: The Dark Crusade

Metal ruspante e grezzo quello dei Lonewolf, band francese giunta al quarto lavoro sulla lunga distanza. “The Dark Crusade” propone una manciata di song che si rifanno al metal battagliero dei Manowar e alle classiche cavalcate dei Maiden, per nulla originale e privo di spunti interessanti. Si comincia con il piede sbagliato con l’opener “Viktoria”, una brutta copia di “The Dragon Lies Bleeding” degli Hammerfall, in cui la voce al vetriolo di Jens Borner non brilla per tecnica ed espressività. Quando arrivano i cori da stadio in suo soccorso, come in “Hail Victory”, le cose funzionano meglio, dando vita ad un pezzo a tratti coinvolgente. Ma non c’è altro per cui applaudire i Lonewolf, perché “The Dark Crusade” prosegue stancamente con riff tutti simili tra loro ripetuti sino alla noia, arrivando alla lunga e finale “The Hour Zero”, un triste epilogo, oltre ad un becero tentativo di colorare la propria proposta, che resta, purtroppo, quanto di più loffio e stantio le nostre orecchie abbiano sentito negli ultimi tempi. Nonostante le intenzioni di partenza siano ben altre.

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