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Sarah Jezebel Deva – Recensione: The Corruption Of Mercy

Un disco dei Cradle Of Filth cantato da una voce femminile. In queste parole si può riassumere il secondo sforzo solista della vocalist Sarah Jezebel Deva, che appunto nei Cradle Of Filth, ma anche in altre blasonate realtà come Therion e The Kovenant, ha prestato le sue doti canore in veste di corista. “The Corruption Of Mercy” risulta fin dalle prime battute un disco derivativo e poco ispirato, già come il precedente “A Sign Of Sublime”. Non mancano le atmosfere barocche dettate dalle profonde tastiere né l’abile bagaglio tecnico dei musicisti coinvolti, ma i brani scorrono anonimi e privi di elementi intriganti, finendo presto nel dimenticatoio (e stendiamo un velo pietoso sull’imbarazzante cover di “Zombie” dei Cranberries). La voce di Sarah è senza dubbio molto buona, ma su ritmi tanto statici finisce per diventare monocorde e poco interpretativa. Un lavoro evitabile.

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