Sarah Jezebel Deva – Recensione: The Corruption Of Mercy

Un disco dei Cradle Of Filth cantato da una voce femminile. In queste parole si può riassumere il secondo sforzo solista della vocalist Sarah Jezebel Deva, che appunto nei Cradle Of Filth, ma anche in altre blasonate realtà come Therion e The Kovenant, ha prestato le sue doti canore in veste di corista. “The Corruption Of Mercy” risulta fin dalle prime battute un disco derivativo e poco ispirato, già come il precedente “A Sign Of Sublime”. Non mancano le atmosfere barocche dettate dalle profonde tastiere né l’abile bagaglio tecnico dei musicisti coinvolti, ma i brani scorrono anonimi e privi di elementi intriganti, finendo presto nel dimenticatoio (e stendiamo un velo pietoso sull’imbarazzante cover di “Zombie” dei Cranberries). La voce di Sarah è senza dubbio molto buona, ma su ritmi tanto statici finisce per diventare monocorde e poco interpretativa. Un lavoro evitabile.

Voto recensore
5
Etichetta: Listenable / Audioglobe

Anno: 2011

Tracklist:

 

01. No Paragon Of Virtue
02. The World Won’t Hold Your Hand
03. A Matter Of Convenience
04.Silence Please
05. Zombie
06. Pretty With Effects
07. What Lies Before You
08. Sirens
09. The Eyes That Lie
10. The Corruption Of Mercy


Sito Web: www.myspace.com/jezebeldeva

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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