Papa Roach – Recensione: The Connection

A due anni di distanza da “Time For Annihilation” e sotto la supervisione di James Michael (Sixx: A.M. e Motley Crue, giusto per citarne alcuni), i Papa Roach ci riprovano con “The Connection”.

L’album, che si distribuisce su dodici tracce a cui va aggiunto un intro, è un insieme del classico repertorio Rap Rock alla Papa Roach unito a sonorità molto più recenti ed in chiave elettronica. La ricetta in generale funziona, ma se guardiamo nello specifico non si possono non notare alcuni passi falsi che fanno ricordare i contestati sviluppi dei Linkin Park. “The Connection” si apre con “Engage”, intro dal titolo emblematico che con un misto di suoni, echi e synth ci porta verso il vivo dell’album. Segue immediatamente “Still Swingin”, singolo che ha anticipato di due mesi l’uscita dell’album, è che rispecchia in toto la piega rock commerciale intrapresa ultimamente dai Papa Roach. Shaddix mette subito in mostra il suo saper cantare e la sua attitudine al rap violento che si unisce al suono elettrico e distorto della chitarra. Molto orecchiabile e con un motivo facilmente memorizzabile “Still Swingin” è sicuramente uno dei brani meglio riusciti. Sulla stessa scia, ma meno commerciale, prosegue invece “Where Did The Angels Go?” che rimarcando le sonorità alla “Time For Annihilation” restituisce ai fan un’immagine più concreta dei Papa Roach. Decisamente spiazzante è invece “Before I Die”, molto ballad e con una musica che si avvale dell’uso massiccio di Synth ed effetti. Con “Walking Dead” ci si avvia verso la chiusura di “The Connection”. Il brano è decisamente ben fatto e la chiave malinconica rende sicuramente più realistico il finire dell’album. La voce di Shaddix si carica di sfumature ben marcate e la musica, in cui si sente moltissimo il suono dei piatti, non fa che arricchire maggiormente il potenziale del cantante. Con un intro e uno sviluppo in pieno stile Mike Shinoda, “Won’t Let Up” scopre uno dei lati più elettronici dell’album, che abbraccia in toto tutto ciò che di più commerciale c’è. “As Far As I Remember” conclude , con fin troppe perplessità, “The Connection”. Sinceramente ci si sarebbe aspettato di più da una band che in passato ha saputo sfornare successi, tra cui spicca la notissima “Last Resort”, cavalcando in contemporanea l’onda del metal e del rock rap. L’impressione che si ha è che i Papa Roach, ampiamente appoggiati da Michael, abbiano voluto svecchiarsi uscendo dal loro raggio d’azione per approdare nel mondo elettronico. L’esperimento, non pienamente riuscito, merita sicuramente un ascolto e una riflessione da parte di chi ha da sempre seguito la band.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Eleven Seven Music

Anno: 2012

Tracklist:

01. Engage

02. Still Swingin

03. Where Did The Angels Go?

04. Silence Is The Enemy

05. Before I Die

06. Wish You Never Met Me

07. Give Me Back My Life

08. Breathe You In

09. Leader Of The Broken Hearts

10. Not That Beautiful (featuring Shahnaz)

11. Walking Dead

12. Won't Let Up

13. As Far As I Remember


Sito Web: www.paparoach.com

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

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